Cavalli imbizzarriti a Roma, i quattro agenti sospesi dai servizi operativi
Il comandante della polizia locale di Roma ha comunicato la sospensione degli indagati per la loro incolumità: "Gesto sciocco, ma i botti erano usanza"
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Esclusi dalla parata ed esclusi dai servizi operativi. Questo il destino dei quattro vigili urbani che, durante le prove generali a Roma per le celebrazioni della Festa della Repubblica il 2 giugno, hanno fatto esplodere dei petardi facendo imbizzarrire i cavalli. Lo ha annunciato il comandante della polizia locale di Roma, Mario De Sclavis, durante un punto stampa su quanto accaduto nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio. Il bilancio recita quattro feriti, tre militari dell'8° Reggimento Lancieri di Montebello e un'agente del reparto a cavallo della Polizia di Stato. Le loro condizioni non sarebbero gravi. I quattro agenti sono indagati per lesioni colpose aggravate ed esplosioni pericolose non autorizzate in luogo pubblico, con l'aggravante del coinvolgimento di pubblici ufficiali durante il servizio.
La decisione "per l'incolumità degli agenti"
"Per i quattro vigili urbani coinvolti nella esplosione dei petardi che hanno fatto imbizzarrire i cavalli, il primo passo è stato escluderli dalla parata. Poi ho parlato con la dottoressa Scafati, comandante del Gruppo intervento traffico, affinché le quattro persone siano tolte dai servizi operativi, a tutela anche della loro stessa incolumità, poiché potrebbero essere oggetto di qualche improperio". Così ha spiegato la decisione Mario De Sclavis. Dei quattro, solo uno avrebbe acceso materialmente le micce di due batterie di fuochi. Una di queste sarebbe esplosa provocando il panico tra i cavalli schierati per la simulazione della parata militare. Il vigile sarebbe un istruttore 51enne con tre figli, entrato con l'ultimo concorso e in forza al gruppo dei motociclisti. Quella sera aveva soltanto compiti logistici.
De Sclavis: "Usanza malsanza, non era mai successo nulla"
L'esplosione dei fuochi d'artificio che ha fatto imbizzarrire i cavalli "è stato un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano di appartenenti al corpo e non è mai avvenuto nulla. Purtroppo stavolta ci sono state conseguenze. Questo non esime dalle responsabilità chi ha commesso il fatto". Così ancora De Sclavis. Sarebbe stato però tutto fortuito: "Il caso. La iella. Questa usanza va avanti da anni, c'è qualche plotone che spara i fuochi durante le prove. I fuochi non sono stati sottratti da alcun sequestro, sono fuochi di una libera batteria, durati solo alcuni secondi. Sono tutti ragazzi che vivono insieme per un mese, fanno le prove e la sera della fine delle prove festeggiano questo periodo con un momento conviviale, da qualche anno è stato aggiunto lo sparo dei botti, è una malsana usanza. Lo hanno fatto con tutta l'ingenuità del mondo, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto".
