Ragazza sfregiata in metro a Milano, il fondatore dei City Angels: "Le donne si rivolgono a noi per essere accompagnate a casa"
In diretta, a "Morning News", Mario Furlan parla della sensazione di pericolo crescente: "Forte aumento di baby gang e coltelli"
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Il caso del 27enne di origini algerine che il 9 luglio 2026 ha sfregiato al volto una ragazza di 23 anni alla fermata Duomo della metro di Milano è, secondo molti, solo la punta dell’iceberg di una situazione sempre più preoccupante. A confermarlo, in diretta a "Morning News", è Mario Furlan, fondatore dei "City Angels", associazione che da anni offre supporto ai senzatetto e a chiunque si trovi in difficoltà.
Furlan racconta che le richieste di aiuto sono cambiate nel tempo. "Le donne si rivolgono a noi per essere accompagnate a casa", spiega. "Dopo il Covid, però, hanno iniziato a chiederci aiuto anche i ragazzini, perché hanno paura dei maranza". Una testimonianza che fotografa un clima di insicurezza crescente, percepito soprattutto dai più giovani.
Secondo Furlan, le cause sono molteplici: l’aumento delle persone con disturbi psichici, la diffusione delle baby gang e, soprattutto, la presenza sempre più frequente di coltelli. "Una volta, se ti aggredivano, ti tiravano un pugno. Ora è molto più facile che ti accoltellino. E una coltellata ti può uccidere", osserva, evidenziando come la disponibilità di armi bianche abbia cambiato la natura delle aggressioni.
Per il fondatore dei City Angels, però, il nodo principale riguarda le leggi e il loro impatto sulla sicurezza reale: "Le forze dell’ordine fanno un lavoro egregio, il problema è quello che viene dopo. I magistrati applicano le norme, ma alcune — secondo me — andrebbero cambiate".
Furlan sottolinea che la percezione diffusa di una giustizia più indulgente verso chi delinque non è del tutto infondata: "Quando si dice che, in questo Paese, la legge difende più il delinquente della persona perbene, non è completamente falso".
