Ragazza sfregiata a Milano, convalidato l'arresto di Saidi per "pericolosità sociale"
"Che cos'hai da guardare? Sono uomo e sono musulmano". È quanto avrebbe gridato l'aggressore prima di sfregiare al volto la giovane 23enne
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Resta in cella Mohammed Saidi, il 27enne algerino arrestato dalla Polizia locale per aver sfregiato con un coltello una ragazza alla fermata Duomo della metropolitana a Milano lo scorso 9 luglio. Il gip Cristian Mariani ha infatti convalidato l'arresto disponendo la misura cautelare in carcere con l'accusa di sfregio permanente al viso riconoscendo l'aggravante dei futili motivi e l'evidente "pericolosità sociale". Da quanto si apprende in primo luogo, il giudice ha evidenziato che Saidi ha agito anche se era già stato arrestato poche ore prima e ha mostrato una totale incapacità di controllo e spregiudicatezza di azione contro una donna inerme.
Le parole della legale
Da qualche ora, inoltre, si è concluso a Milano l'interrogatorio di Saidi. Il 27enne, secondo le prime informazioni disponibili, ha dato la sua versione dei fatti. A confermarlo è Mara Bracco, legale dell'uomo, raggiunta al telefono dalla stampa dopo aver lasciato il carcere dove si teneva l'interrogatorio senza fermarsi davanti ai giornalisti. "Mohamed ha fatto delle dichiarazioni, ha parlato - ha spiegato la legale - Però non posso dire le cose. Non vi lascio dichiarazioni in questo momento perché c'è il segreto istruttorio. Ha dato la sua versione dei fatti e quindi poi ci saranno probabilmente ulteriori indagini".
