© Legambiente Porto Cesareo ONLUS
© Legambiente Porto Cesareo ONLUS
La scoperta fatta da ispettori comunali e di Legambiente durante un controllo sul territorio contro l'abbandono di rifiuti. Tanta paura prima di verificare che si trattava di una sexy doll
© Legambiente Porto Cesareo ONLUS
© Legambiente Porto Cesareo ONLUS
Era stato scambiato per il corpo di una donna fatto a pezzi quello trovato in un sacco nero chiuso all'interno di un frigorifero abbandonato nel parco Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo, in provincia di Lecce. In realtà si trattava, secondo chi ha fatto la scoperta, e considerando le sembianze e la consistenza del materiale molto simile alla pelle umana, di una sexy doll, una bambola per adulti. Il ritrovamento, che inizialmente ha destato sconcerto, è stato fatto nel corso di un servizio di controllo contro il conferimento illecito di rifiuti ingombranti dagli ispettori ambientali del Comune e dal personale del locale circolo di Legambiente. Superato il momento di shock tutti i presenti hanno potuto tirare un respiro di sollievo.
E' con un post sui social che i volontari di Legambiente Porto Cesareo Onlus hanno dato notizia del "macabro" ritrovamento, parlando di episodio "insolito" e scrivendo: "I nostri ispettori ambientali ne hanno visti di rifiuti strani! Ma questo li supera tutti! A prima vista è sembrato un ritrovamento da film horror. Menomale che si è trattato di un altro abbandono (insolito) di rifiuti in natura".
Con spiegazione finale ad accompagnare le immagini, una volta passata la paura: "Si tratta di un manichino fatto a pezzi, conservato in una busta nera e rinchiuso in un frigo. Quale mente avrà mai potuto ideare tutto questo? Considerata la consistenza del materiale, molto somigliante a pelle umana, non è da escludersi che si tratti di una 'sexy doll' ormai indesiderata, barbaramente spezzettata e gettata nelle recondite campagne del Salento".