L'incubo di una giovane donna

Pisa, doveva essere un intervento di routine ma rimane sterile a 35 anni: maxi risarcimento

Per i giudici c’è stata una serie di errori e di sottovalutazioni della situazione

18 Giu 2026 - 17:11
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 © ansa

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Doveva essere un intervento di routine che però si è trasformato per un vero e proprio incubo per una donna di 35 anni che è rimasta sterile a seguito delle complicazioni. Per i giudici ci sarebbero state una serie di errori e sottovalutazioni da parte dei medici. Per questo l'Asl e la ginecologa sono state condannati per 75mila euro. Tutte e tre sono state ritenute essere causa dei danni subiti dalla signora.

La storia inizia venti anni fa

 Era il 26 giugno del 2006. La donna, una professionista che al tempo  aveva 35 anni, durante una visita con la sua ginecologa scopre di avere un polipo del canale cervicale. Come spiega Il Tirreno, per questo viene prenotato, in via d’urgenza, un intervento di isteroscopia con polipectomia da effettuare il giorno stesso in un ambulatorio.

La perizia del tribunale

 Tre giorni dopo cominciano i problemi. Forti dolori addominali e stipsi. Secondo la sentenza di primo grado (confermata poi in Appello) la responsabilità è di chi ha eseguito l’intervento in laparoscopia che – si legge nella perizia del consulente nominato dal Tribunale – "con ogni probabilità ha causato una colonizzazione infettiva e, successivamente, un quadro infiammatorio a carico delle tube".

La signora decide di rivolgersi nuovamente alla ginecologa ma la dottoressa le consiglia una terapia sulfamidica e contro la stipsi. Un comportamento che – scrive il consulente – avrebbe rappresentato un’altra parte di responsabilità: "la mancata esecuzione di un esame obiettivo» da parte della dottoressa".

La situazione precipita, i dolori diventano sempre più forti e il 15 luglio la signora si rivolge al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera da dove viene però dimessa il giorno dopo. E sempre secondo la perizia, ciò sarebbe stato decisivo nell’esito infausto della vicenda. Il consulente del giudice, infatti, censura «la mancata richiesta di un consulto ginecologico urgente.

Alla signora vengono asportate le tube di Falloppio

 Dopo la dimissione la signora è costretta dai dolori a ritornare all'ospedale il 19 luglio. Così viene sottoposto a un intervento di laparoscopia che rivela la presenza di una ciste ovarica e un ovaio di sinistra in torsione e necrotizzato. Risultato: alla signora vengono asportate entrambe le tube di Falloppio, rendendo così impossibile la procreazione naturale.

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