Piombino, la crisi energetica riapre il caso del rigassificatore
A "Mattino Cinque" i cittadini: "Siamo preoccupati per la posizione dentro il porto, l’inquinamento e la vulnerabilità in questo momento di guerra"
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A Piombino, comune nella provincia di Livorno in Toscana, la presenza nel porto del rigassificatore è causa di molte polemiche locali. A "Mattino Cinque" sono intervenuti alcuni cittadini turbati per l'impianto attivo da tre anni.
"Siamo preoccupati sostanzialmente per due motivi - commenta Francesca de La piazza - Val di Cornia Piombino - il primo è la sicurezza perché come potete vedere è posizionato dentro il porto vicino le case e il secondo è per l'inquinamento, consideriamo che ogni giorno che lavora il rigassificatore vengono versati in mare 80 litri di ipoclorito di sodio".
"Anche io ritengo come tutti che questa nave qui non avrebbe dovuto mai mettere piede - ha aggiunto Ivana di Comitato Salute Pubblica - perché ha tutta una serie di caratteristiche che non sono compatibili con un porto all'interno di una città, con questo rigassificatore è in potenza un pericolo ora soprattutto che siamo in un periodo di guerra".
"Il ministero dell'Interno - ha spiegato Ivana - ha inserito il porto di Piombino all'interno di una lista dei siti più vulnerabili e a rischio attentati". "Tre anni sono stati visti come il tempo massimo di permanenza di questa nave - ha detto la donna - affinché non producesse danni permanenti, i tre anni sono passati".
