L'uomo che "cura l'incurabile"

Tragedia di Pietralata, parla il medico Roberto Trujillo: "Se avessi saputo, avrei fatto loro uno sconto"

Le parole del dirigente della clinica messicana a cui si erano rivolti i genitori di Bianca per la terapia con il Cytotron. Trattamento da 40mila dollari a seduta

03 Set 2026 - 08:39
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"Se avessi saputo dei loro problemi economici, avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia". Esordisce così, intervistato dal quotidiano Il Messaggero, Roberto Trujillo, dirigente e amministratore delegato della clinica Neurocytonix di Monterey, in Messico. La clinica è quella a cui si sono rivolti Luca Abbasciano e Valentina Pambianco, mamma e papà di Bianca, 5 anni, trovata morta con i genitori nella giornata di domenica 30 agosto a Pietralata.

Il viaggio in Messico

  Bianca era affetta dalla nascita da una grave disabilità e i genitori avevano provato ogni terapia per cercare di farla stare meglio, andando anche all'estero. In Messico avevano fatto tre viaggi, riporta Il Messaggero: due per una cura con cellule staminali, e uno nella clinica di Trujillo dove Bianca, tra la fine di novembre e l'inizio di gennaio, era stata sottoposta a un ciclo di un mese con il Cytotron, un dispositivo che utilizza una complessa tecnologia a risonanza magnetica per inviare frequenze controllate ai tessuti e al cervello. Una terapia che in Italia non è autorizzata (il Ministero non riconosce infatti evidenze scientifiche al dispositivo).

Una cura costosa

Per la terapia nella clinica messicana la famiglia romana aveva speso una cifra rilevante: si ipotizza tra i 60 e i 70 mila euro comprensivi anche delle spese di viaggio e soggiorno. Il medico messicano - laureato in neuroscienze e virologia molecolare ad Harward che in Rete, referendosi alle terapie con il Cytotron, parla di "curare l'incurabile" e racconta "non sono io che ho scelto la medicina, ma è la medicina che ha scelto me" - si dice ora "profondamente addolorato" per il tragico epilogo. "Ho saputo tramite la mia interprete della tragedia che ha colpito la famiglia di Roma", le parole di Trujillo sul Messaggero, "Mi ricordo della bambina e dei suoi genitori. Se avessi saputo dei loro problemi economici avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia". 

Le indagini

  Per Luca Abbasciano e Valentina Pambianco, la terapia nella clinica messicana, appariva forse come l'ultima possibilità di vedere migliorare, almeno un po', le condizioni della figlia Bianca. Per lei avrebbero fatto qualunque cosa: la coppia, riporta Il Messaggero, era assistita anche economicamente dai servizi sociali e aiutata dalla famiglia. Il papà di Bianca era l'unico a lavorare e, secondo quanto emerso dalle indagini, guadagnava bene, ma non abbastanza per garantire un tenore di vita famigliare senza preoccupazioni. Anche su questo aspetto stanno ora indagando i carabinieri: le indagini si stanno concentrando sulla situazione economica, non è escluso che la famiglia si sia ritrova in difficoltà.  Al momento sono solo ipotesi, le indagini faranno chiarezza. 

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Nell'ultimo periodo sempre più isolati

  Pare inoltre che la coppia, nell'ultimo periodo, si fosse progressivamente isolata. Come riporta il quotidiano romano, secondo il racconto di un'amica conosciuta nella clinica di Monterrey, le ultime settimane di Luca e Valentina erano state particolarmente dure. Mentre le indagini vanno avanti, ulteriori dettagli potrebbero arrivare dall'esame autoptico previsto nelle prossime ore: sarà utile soprattutto a chiarire il giorno e l'ora dei tre decessi. Per chiarire le ragioni che hanno spinto una famiglia a questo gesto tragico sicuramente servirà più tempo. 

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