FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Torino, down "rifiutati" dal ristorante ma poi arrivano le scuse | Il titolare: "Mi scuso, so cosa significa essere discriminati"

Il locale ha subìto un linciaggio online. Ma secondo il gestore si è trattato di un malinteso. I ragazzi hanno accettato le scuse

Torino, down "rifiutati" dal ristorante ma poi arrivano le scuse | Il titolare: "Mi scuso, so cosa significa essere discriminati"

Una frase infelice, molto infelice, da parte del titolare di un ristorante di Torino ha creato un brutto caso di discriminazione: una squadra di nuoto nel quale ci sono anche 4 ragazzi down è stata "rifiutata" perché il locale "non era in grado di gestirli". A scatenare l'ondata di indignazione è stato un post su Facebook della madre di una dei ragazzini. Poi sono arrivate le scuse del titolare e la pace con tutti, ma i social del ristorante sono stati presi d'assalto dagli haters.

Il racconto di Anna Rita - E' stata Anna Rita, la madre di una dei ragazzini della squadra di nuoto a raccontare il fatto: "Ho prenotato per 11 persone nella trattoria di fronte al residence dove si trovava mio figlio e tutta la sua squadra. Ho segnalato la presenza di un ragazzo celiaco. Quando siamo arrivati però è avvenuto il fattaccio, un uomo con la barba usando metodi scortesi ci ha detto che dovevamo avvertire della presenza di disabili perché il loro locale è piccolo, il sabato sera sono pieni e non sono in grado di gestirli. Una cosa che in tanti anni non mi era mai successa e che ci ha provocato amarezza", scrive Anna Rita.

Inutile il tentativo di spiegare che erano tutti in grado di cenare con tranquillità. Quando i ragazzi down hanno capito di essere loro il "problema" ci sono rimasti male e al gruppo non è restato altro che lasciare il ristorante. Il post di Anna Rita è stato condiviso centinaia di volte ed è diventato virale. Immediata la reazione da parte degli utenti internet che hanno "restituito", moltiplicandolo, il presunto torto. La pagina social del ristorante "Casa Amaro" e anche il loro Tripadvisor sono stati presi d'assalto. Insulti e molti commenti negativi anche, e soprattutto, da persone che il ristorante non lo hanno mai visto dal vivo.

Le scuse del titolare: "Sono gay, so cos'è la discriminazione" - Ma sempre via social sono arrivate le scuse da parte del titolare, l'uomo con la barba che ha di fatto scatenato il caso. "Sono Giuseppe, voglio chiedere scusa ai ragazzi speciali che ieri ho offeso con la mia frase infelice", scrive sul Facebook del ristorante. E racconta la sua versione dei fatti in cui fa capire di essersi accorto di aver usato la frase sbagliata nel momento sbagliato. E oltre a scusarsi con la comitiva, Giuseppe chiede scusa allo staff del ristorante e al suo compagno col quale gestisce il Casa Amaro. "Mi farebbe piacere in qualche modo poter rimediare soprattutto col cuore, avendo io per primo affrontato tante sgradevoli situazioni in molti anni della mia vita ,e non auguro a nessuno di subirne", scrive Giuseppe. C'è poi stata anche una telefonata chiarificatrice tra Giuseppe e Anna Rita. Le scuse sono state accettate. Le giornate "no" possono capitare a tutti.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali