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"Lui abusava delle adepte, con la scusa della purificazione". A parlare, con l'inviata di "Dentro la Notizia", è l'ex marito di una delle presunte vittime di Bruno Antonio Malatesta, il 59enne che sarebbe a capo di una setta pseudo-spirituale scoperta dai carabinieri nella Bassa Val di Susa. Le accuse all'uomo, che al momento si trova in carcere in custodia cautelare, sono pesanti: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il testimone ripercorre davanti alla giornalista della trasmissione il suo ingresso nel gruppo, avvenuto attraverso la donna che allora amava. "Sono entrato nel 2011 perché ho conosciuto la mia ex moglie che frequentava questo corso e mi ha parlato di questa persona", spiega. Fin dai primi incontri, però, la figura del santone non lo convince: racconta di aver avuto subito l'impressione di trovarsi davanti a un "millantatore".
Il sospetto riguarda soprattutto l'uso del denaro. "Diceva che aiutava i bambini in India, invece con i soldi si comprava le macchine", afferma. Secondo il suo racconto, Malatesta chiedeva di continuo soldi alle seguaci e le spingeva a pagare con la paura: "Ha detto alla mia ex che, se non comprava un quadro di 16mila euro, suo figlio sarebbe morto. Quel debito l'ho dovuto pagare io, di tasca mia".
Alla fine il prezzo più alto è stato il matrimonio. Quando nel 2013 decide di uscire dal gruppo, l'uomo mette la moglie davanti a una scelta senza vie di mezzo: "Le ho detto 'scegli, o lui o me'. Lei ha scelto lui". Pochi mesi dopo, però, anche lei ha lasciato la setta: "Dopo 4-5 mesi se n'è andata anche lei". Ora toccherà agli inquirenti verificare quanto emerso dalle testimonianze e stabilire le eventuali responsabilità dell'uomo.
