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Caos in piazza San Carlo a Torino, indagati gli organizzatori

Il 3 giugno, durante la proiezione della finale di Champions, un falso allarme bomba innescò la fuga della folla: nella calca 1500 persone rimasero ferite, una ragazza morì poco tempo dopo in ospedale

Ci sono una ventina di persone nel registro degli indagati sul caos scoppiato in piazza San Carlo a Torino il 3 giugno, durante la proiezione della finale di Champions League. Nel mirino sono finite in particolare le catene di comando, comprese le figure di vertice, dei vari enti che si sono occupati di organizzare e gestire la serata.

Per i fatti di piazza San Carlo la procura di Torino procede per omicidio colposo e lesioni e ipotizza la "cooperazione" (non il concorso) involontaria tra i vari soggetti. Il fascicolo era stato aperto sulla base dell'articolo 40 del codice penale, secondo il quale "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo".

Al caso hanno lavorato il procuratore capo Armando Spataro insieme ai pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo. Gli uomini della Digos, a partire dalla sera stessa del 3 giugno, hanno interrogato circa 200 testimoni. Nella calca 1.500 persone rimasero ferite: una donna di 38 anni morì poco tempo dopo il ricovero all'ospedale San Giovanni Bosco.

Caos in piazza San Carlo a Torino, indagati gli organizzatori

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