© ASL Pescara
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Classe 1925, giunta al Pronto Soccorso, era stata sottoposta a intervento di angioplastica per infarto miocardico acuto e dopo una settimana di ricovero è stata dimessa
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"L'età anagrafica, da sola, non è un limite alle cure". Questo è il messaggio che lancia l'Asl di Pescara dai suoi canali social, raccontando la storia di Lucia Fabrizio, classe 1925, giunta il 16 agosto al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Pescara, ricoverata in UTIC e sottoposta prima a esame coronografico e poi all'intervento di angioplastica per un infarto miocardico acuto. E dopo una settimana di ricovero, la nonnina è tornata a casa. "Anche a 100 anni si può affrontare un infarto con successo e tornare a casa in autonomia", il commento del cardiologo Massimo Di Marco.
L'intervento, eseguito dai cardiologi della struttura diretta da Massimo Di Marco è pienamente riuscito, il decorso è stato buono. È stata quindi trasferita in Cardiologia, dove, assistita dalla Fisioterapista, ha mosso i primi passi in reparto riacquistando la sua piena autosufficienza.
Nonna Lucia, "tenace e simpatica", come la raccontano gli operatori sanitari, è tornata il 28 agosto presso la sua abitazione dopo un ricovero che è durato non più di una settimana, nonostante l'età e la gravità dell'infarto.
"Questa esperienza dimostra che l'età anagrafica, da sola, non è un limite alle cure", sottolinea la Asl di Pescara. "Le linee guida internazionali confermano infatti che, anche nei grandi anziani, la rivascolarizzazione può essere indicata se il paziente era autosufficiente, non presentava comorbidità limitanti e il rischio procedurale era accettabile", si sottolinea.
"L'insegnamento più importante – ha commentato il cardiologo Di Marco – è che la decisione deve essere sempre personalizzata, guardando alla persona e non soltanto all'età. La signora Lucia ci ricorda che anche a 100 anni si può affrontare un infarto con successo e tornare a casa in autonomia".