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Papa Francesco allʼAngelus: "Non malattie, ma peccato e corruzione causano impurità"

"Il servizio della Chiesa ai malati deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro", dice il Papa.

Papa Francesco all'Angelus: "Non malattie, ma peccato e corruzione causano impurità"

"Non si capisce l'opera di Cristo, non si capisce Cristo stesso, se non si entra nel suo cuore pieno di compassione". Così papa Francesco all'Angelus giornata mondiale del Malato e memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes. Nel messaggio in occasione di questa giornata, il Pontefice aveva ricordato che "il servizio della Chiesa ai malati e a coloro che se ne prendono cura deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro".

L'Angelus - Commentando la lettura evangelica domenicale, in cui Gesù guarisce un uomo malato di lebbra, il Papa sottolinea: "Il fatto più sconvolgente è che Gesù tocca il lebbroso, perché ciò era assolutamente vietato dalla legge mosaica. Toccare un lebbroso significava essere contagiati anche dentro, nello spirito, cioè diventare impuri (…) In questa guarigione noi ammiriamo, oltre alla compassione, anche l'audacia di Gesù, che non si preoccupa né del contagio né delle prescrizioni, ma è mosso solo dalla volontà di liberare quell'uomo dalla maledizione che lo opprime".
Riflettendo poi sulla condizione della malattia, il Pontefice afferma che: "una persona malata può essere ancora più unita a Dio. Invece il peccato, quello sì che ci rende impuri! L'egoismo, la superbia, l'entrare nel mondo della corruzione, queste sono malattie del cuore da cui c'è bisogno di essere purificati, rivolgendosi a Gesù come il lebbroso: 'Se vuoi, puoi purificarmi!'. E ogni volta che ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione con cuore pentito, il Signore ripete anche a noi: 'Lo voglio, sii purificato!'.

Il messaggio - Nel messaggio per la giornata del Malato 2018, dal tema Mater Ecclesiae "'Ecco tuo figlio... Ecco tua madre'. E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé", papa Francesco riflette sul "mistero della Croce": "Essa non rappresenta una tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà d'amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo. Il Santo Padre dedica poi un passaggio all'attenzione che la Chiesa da sempre rivolge alle persone malate: "Questa vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati si è concretizzata, nella sua storia bimillenaria, in una ricchissima serie di iniziative a favore dei malati. Tale storia di dedizione non va dimenticata. Essa continua ancora oggi, in tutto il mondo. Nei Paesi dove esistono sistemi di sanità pubblica sufficienti, il lavoro delle congregazioni cattoliche, delle diocesi e dei loro ospedali, oltre a fornire cure mediche di qualità, cerca di mettere la persona umana al centro del processo terapeutico e svolge ricerca scientifica nel rispetto della vita e dei valori morali cristiani. Nei Paesi dove i sistemi sanitari sono insufficienti o inesistenti, la Chiesa lavora per offrire alla gente quanto più è possibile per la cura della salute, per eliminare la mortalità infantile e debellare alcune malattie a larga diffusione. Ovunque essa cerca di curare, anche quando non è in grado di guarire. L'immagine della Chiesa come "ospedale da campo", accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta, perché in alcune parti del mondo sono solo gli ospedali dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione.
La memoria della lunga storia di servizio agli ammalati è motivo di gioia per la comunità cristiana e in particolare per coloro che svolgono tale servizio nel presente. Ma bisogna guardare al passato soprattutto per lasciarsene arricchire. Da esso dobbiamo imparare: la generosità fino al sacrificio totale di molti fondatori di istituti a servizio degli infermi; la creatività, suggerita dalla carità, di molte iniziative intraprese nel corso dei secoli; l'impegno nella ricerca scientifica, per offrire ai malati cure innovative e affidabili. Questa eredità del passato aiuta a progettare bene il futuro. Ad esempio, a preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell'ambito del mercato, finendo per scartare i poveri. L'intelligenza organizzativa e la carità esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura. Questi orientamenti devono essere propri anche dei cristiani che operano nelle strutture pubbliche e che con il loro servizio sono chiamati a dare buona testimonianza del Vangelo.

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