"Sono pronto a pagare"

Napoli, l'ex di Martina Carbonaro a processo: "Chiedo scusa, non perdono"

Il reo confesso Alessio Tucci, 20 anni, è accusato di aver ucciso la ex fidanzata 14enne a colpi di pietra in un casolare abbandonato

14 Lug 2026 - 12:30
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 © Ansa

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"Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non il perdono". È iniziata con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, il 20enne reo confesso, l'udienza del processo a Napoli per l'omicidio della sua ex fidanzata Martina Carbonaro avvenuto nel maggio dello scorso anno.

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Confronto a distanza

 Il giovane, visibilmente commosso, ha pronunciato queste parole davanti alla mamma della vittima, Enza Cossentino, che però ha ricambiato con uno sguardo severo e scuotendo ripetutamente il capo attraverso uno dei monitor presenti nell'aula 116 del tribunale. Com'è noto, infatti, dopo le intemperanze tra le due famiglie avvenute in occasione della prima udienza, Tucci può essere presente al processo solo in videoconferenza.

"Devi morire per amore"

 Il ragazzo è poi tornato su un suo messaggio - "devi morire per amore" - inviato alla ragazza e fatto ascoltare in una precedente udienza del processo: "Non intendevo qualcosa di brutto - ha detto - Intendevo solamente dire: come sto soffrendo io, devi soffrire anche tu. Però non intendevo cose assurde"

Pronto a pagare

 Il 20enne chiede scusa, ma non assoluzioni "perché non perdono me stesso di questa brutta cosa". Tucci ha ribadito di voler continuare a chiedere scusa alla famiglia, ma di non aver ancora capito cosa sia successo quel giorno: "Per me è un incubo, non c'è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa stia facendo là fuori, ma lei non c'è più". Poi ancora si dice pronto a pagare il prezzo del proprio gesto: "Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all'ultimo. Non se lo meritava, adesso mi importa solo di lei che non c'è più, purtroppo è andata così".

Le lacrime della madre

 Poi la testimonianza della dottoressa Raffaella Salvarezza, consulente tecnico del pm, secondo cui sarebbero stati quattro i colpi inferti per uccidere Martina. Le parole della professionista sono state ascoltate dalla madre della vittima, visibilmente sofferente, che più volte è scoppiata in lacrime durante la deposizione. Secondo la consulente nessun colpo in particolare può essere definito come la causa della condizione di pre-morte, anche se quello che ha provocato i danni maggiori sarebbe stato il quarto. Il decesso, ha sottolineato, non è stato immediato ma è sopraggiunto entro un'ora dal termine dell'aggressione. Sul corpo della ragazza anche lesioni ed ecchimosi che fanno pensare a un tentativo di difesa.

La sequenza dei colpi

 Sollecitata dalla corte, la consulente ha poi descritto la sequenza dei colpi: il primo sarebbe stato inferto nei corridoi, poi altri due in rapida successione. In questa fase Tucci avrebbe anche cercato di impedire alla ex di urlare premendo con forza la mano sulla sua bocca. L'ultimo colpo invece sarebbe stato inferto nella stanza abbandonata in cui è stata trovata. La vittima, infine, avrebbe riportato ferite talmente gravi da ritenere improbabile che un intervento dei sanitari ne avesse potuto evitare la morte. 

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