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Nuovo dpcm: orari ristoranti e scuola, ecco cosa cambia

I numero dellʼepidemia impongono nuovi interventi. Gli studenti dei licei potrebbero entrare più tardi. A rischio la chiusura delle palestre ma salvi parrucchieri ed estetisti

Milano, in vigore la normativa sulla movida: il popolo dell'aperitivo si "spegne"

La nuova ordinanza sulla movida firmata dal governatore lombardo Attilio Fontana spegne gli entusiasmi di questo weekend milanese e fornisce le prime reazioni della città. Lungo i Navigli i bar sono tutti aperti, la gente continua a uscire ma i tavolini non sono pieni. Stessa scena a Porta Venezia, dove il popolo dell'aperitivo è decimato rispetto al solito e chi non ha voluto rinunciare è comunque seduto
all'esterno dei locali, rispettando così uno dei passaggi fondamentali del provvedimento anti Covid. Dalle 18 tutti i bar senza servizio al tavolo devono chiudere.

E' un braccio di ferro costante quello in corso nella cabina di regia del governo per mettere a punto il nuovo dpcm che dovrà limitare le situazioni di aggregazioni per abbassare il numero di contagi da coronavirus. Nel "mirino" ci sono i ristoranti, il cui orario potrebbe essere limitato ulteriormente, ma anche la scuola. Si fa largo l'ipotesi di far slittare l'inizio delle lezioni per le superiori alle ore 11 in modo da non ingolfare il sistema dei trasporti. 

Ristoranti chiusi alle 23 o alle 24 - Per i ristoranti sembra in arrivo una nuova limitazione nazionale. Il governo punta a fissare alle 24 l'orario di chiusura, in modo da garantire il "primo turno" di cena. Alcuni governatori vorrebbero una stretta maggiore ma il dazio politico che deriverebbe da questa scelta, impopolare e con un costo economico importante, la si vorrebbe lasciare al governo centrale. Ecco quindi che la mediazione potrebbe essere la chiusura alle ore 23 ma lasciando alle Regioni la possibilità, in caso di numeri di contagi elevati, di essere più stringenti. Sempre sui ristoranti c'è anche il Cts che vorrebbe limitare anche i tavoli: non più di sei persone, esattamente come nelle case private. Sempre il Cts invita le amministrazioni a maggiori e severi controlli sull'osservanza dei protocolli (mascherine e distanziamento) intervenendo in caso di negligenza con la chiusura immediata dei locali.

 

Scuola, più didattica a distanza e ingresso alle 11 - Il ministro Azzolina lo ha ripetuto allo sfinimento: no alla chiusura delle scuole. E anche l'imposizione della didattica a distanza viene vista come una proposta inaccettabile. Questo nonostante anche il Cts dica che, coi ragazzi in giro per andare a scuola, il rischio di circolazione del virus è elevato. La mediazione potrebbe essere l'ingresso alle 11 per i liceali. Una scelta che potrebbe allentare anche la pressione sui mezzi pubblici che proprio la mattina vengono presi d'assalto dai pendolari e dagli studenti.

 

Sport di contatto vietati - Non solo lo sport di contatto a livello amatoriale (calcetto, basket, etc) anche le associazioni e le società dilettantistiche dovranno fermarsi. Questo perché dopo l'ultimo dpcm molti circoli hanno tentato l'affiliazione al Coni in qualità di enti dilettantistici per aggirare le normative.

 

Parrucchieri ed estetisti sì, palestre "ni" - I parrucchieri e gli estetisti non dovrebbero avere ulteriori limitazioni. Ovviamente sempre rispettando le normaltive di controllo. Diverso il discorso per le palestre. Una decisione definitiva non c'è ancora ma sempre il Cts chiede in cambio un rigoroso rispetto delle linee guida da loro varate per consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza.

 

Potenziato lo smart working - Limitare i contatti negli uffici abbassando anche il numero di pendolari: ecco perché ci sarà un invito a potenziare ancora di più lo smart working. Decisione che vedrà coinvolti anche i dipendenti pubblici dove si punta ad una quota del 75% della forza lavoro da tenere a casa.

 

Interventi su trasporti pubblici rinviati - Prima di mettere mano alla capienza dei mezzi pubblici o a un costosissimo potenziamento temporaneo, il governo vuole valutare l'impatto delle nuove misure (scuola e smart working). Abbbassando il numero di pendolari, la situazione dovrebbe migliorare.

 

Coprifuoco per tutti? - Limitare lo spostamento delle persone la sera. Una sorta di minilockdown che però al momento viene escluso. Già gli interventi su ristoranti e vendita alcolici la sera potrebbe essere sufficiente. Ma il tutto sarà valutato nelle prossime settimane. E se i numeri del contagio dovessero continuare a peggiorare la proposta sarà sicuramente ridiscussa.
 

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