Nessy Guerra, la donna italiana mamma di una bimba di tre anni finita a processo dopo la denuncia dell'ex marito italo-egiziano per presunto "adulterio", è intervenuta a "Dritto e Rovescio" in collegamento dall'Egitto. "Abbiamo avuto un colloquio con l'ambasciatore, il console e due membri della Farnesina - ha detto Nessy Guerra a Paolo Del Debbio - abbiamo fatto un recap di quello che è successo e quelli che dovrebbero essere in teoria i prossimi step, non nego che ho paura di presentarmi per il ricorso alla Corte di cassazione perché abbiamo visto che già due Corti hanno deciso di condannarmi solo sulla base di alcune testimonianze false, senza prove oggettive, quindi mi chiedo come questo possa cambiare in una Corte di cassazione".
Sulle forme di protezione la donna ha raccontato: "Mi muovo per recarmi in tribunale e ho a disposizione una macchina e un autista quando vado in udienza, in casa non c'è nessuna forma di tutela e questo mi spaventa più di tutto".
Paolo Del Debbio ha consigliato poi alla donna di sollecitare un aiuto per la protezione. "Questa è richiesta che stavamo pensando di fare"."La faccia immediatamente - il consiglio di Paolo Del Debbio - ho visto troppe storie che per non aver ricevuto protezione sono finite non bene, mi consenta di farle questo appello".
La donna ha poi parlato della testimonianza di un uomo pagato dal marito. "Questo soggetto avrebbe ritrattato la sua testimonianza, dichiarando in un ufficio notarile di essere stato minacciato e purtroppo noi abbiamo depositato questi documenti, sia il messaggio vocale della moglie del testimone sia la dichiarazione della ritrattazione, purtroppo non c'è stato un risvolto positivo".
"Noi abbiamo depositato tutte queste prove nel corso del primo e secondo grado - ha detto Nessy Guerra - eppure sono arrivate due sentenze negative che mi condannano a sei mesi di carcere e ai lavori forzati, abbiamo anche scoperto che la testimonianza che mio padre fece alla procura nel 2024 è stata modificata, gli venne chiesto se tra me e l'imputato ci fosse stata una relazione e mio padre rispose: 'Assolutamente no' mentre nella sentenza di primo e secondo grado è stato riportato che in realtà mio padre non lo sapeva".
