circa cento manifestanti

Napoli, sit-in per salvare il Castello delle cerimonie: "Ci avete tolto la dignità"

Durante la manifestazione, sono stati gridati slogan: "Sant'Antonio Abate è la Sonrisa" e "Vogliamo il lavoro"

24 Giu 2026 - 15:34
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 © Da video TikTok

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Mercoledì mattina, a Sant'Antonio Abate (Napoli), circa cento lavoratori del Grand Hotel La Sonrisa hanno manifestato davanti ai cancelli chiusi del Castello delle cerimonie, così ribattezzato grazie al nome del programma televisivo. Chiedono la tutela dei livelli occupazionali del personale impiegato nella struttura e la prosecuzione dell'attività, in particolare nella stagione turistica. "Senza un briciolo di umanità ci avete tolto lavoro, sorriso e dignità", recita uno striscione. Presente anche Sabatino Polese, fratello del defunto fondatore, il "boss delle cerimonie" Antonio Polese.

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Il sit-in

 Durante il sit-in, tenuto sotto stretto controllo dalle forze di polizia, sono stati gridati slogan ("Sant'Antonio Abate è la Sonrisa" e "Vogliamo il lavoro") dai manifestanti "armati" di cappellini, magliette e bandiere. L'imponente struttura ricettiva è priva delle licenze, la cui revoca è stata decisa dal Comune di Sant'Antonio Abate e di recente confermata dal Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della famiglia Polese.

Com'è noto, una sentenza del tribunale di Torre Annunziata, risalente al 2016, poi confermata dalla Cassazione nel 2024, ha definitivamente acclarato che La Sonrisa si erge in virtù di una lottizzazione abusiva iniziata nel 1979 e continuata, secondo quanto emerso dagli accertamenti, fino ad alcuni anni fa, producendo un impatto sul territorio. Adesso gli edifici, parzialmente abusivi, giardini, case, parcheggio ed eliporto sono stati acquisiti dal Comune proprietario di un'area che si estende su ben 44mila metri quadrati. Attualmente, risultano sospesi gli sgomberi inerenti i tre appartamenti dove vivono i componenti della famiglia Polese e alcuni locali commerciali.