I Polese si arrendono

Il Castello delle cerimonie chiude i battenti, lo stop agli eventi dopo la sentenza del Consiglio di Stato: "Impossibile prenotare"

La decisione del Consiglio di Stato sembra aver messo la pietra tombale sull'attività dei Polese al Gran Hotel La Sonrisa. Ora i prossimi passi sono dubbi

15 Giu 2026 - 21:22
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E alla fine, dopo mesi e mesi di battaglie legali, il capolinea è arrivato anche il Grand Hotel La Sonrisa. Il Castello delle cerimonie, reso celebre dal reality tv, avrebbe chiuso i battenti dopo che il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar della Campania, che aveva disposto lo stop a tutte le attività nella struttura ricettiva. La famiglia Polese, proprietaria dello stabile confiscato dopo la condanna definitiva per lottizzazione abusiva, al momento non ha commentato la sentenza e non ha fatto alcun annuncio sul futuro. A parlare, per ora, è il sito della Sonrisa. Quando si prova a prenotare una stanza, l'unica scritta che compare è: "Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili nel periodo selezionato o ci sono restrizioni nel numero di pernottamenti minimi richiesti". 

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La decisione del Consiglio di Stato: perché il Castello delle cerimonie chiude

 Dopo quarant'anni di attività, il Castello delle cerimonie avrebbe dunque cessato in maniera definitiva le sue attività. Come scrive Fanpage, a spingere i Polese verso la resa è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta cautelare presentata dai proprietari contro la revoca delle licenze decisa dal Comune di Sant’Antonio Abate. Il Tar della Campania si era già schierato con il Comune, ma un mese fa il Consiglio di Stato aveva sospeso temporaneamente il provvedimento permettendo a decine di lavoratori di continuare a respirare per quattro settimane. Poi la decisione: il complesso resta formalmente aperto ma non può più svolgere attività alberghiera né di ristorazione. Quindi niente matrimoni, ricevimenti né alcun tipo di festa privata. Per questo i proprietari, Imma Polese e il marito Matteo Giordano, avrebbero già deciso di spostare in altre strutture della zona gli eventi già prenotati, e improrogabili dato che l'altissima stagione è ormai alle porte.

La storia giudiziaria della Sonrisa

 La lunghissima querelle giudiziaria nasce dalla sentenza definitiva del febbraio 2024, con cui la Cassazione ha confermato la confisca urbanistica del complesso per lottizzazione abusiva. Da quel momento il Comune è diventato di fatto proprietario del bene e ha avviato una serie di revoche di licenze, ordinanze di sgombero e atti di gestione, che i giudici amministrativi hanno sempre confermato. L’ordinanza pubblicata dal consiglio di Stato l’8 giugno è forse il colpo di grazia per l'impero dei Polese: la confisca sarebbe "opponibile ed efficace" pure nei confronti delle società che fanno capo alla proprietà. Rimangono tre possibilità. La prima è l’udienza pubblica davanti al Consiglio di Stato fissata per il 24 novembre 2026, ma l’ordinanza appena depositata contiene già giudizi nettamente sfavorevoli ai Polese. La seconda riguarda il fronte penale: il 9 luglio la Cassazione si pronuncerà sul ricorso contro il rigetto della richiesta di revisione del processo per lottizzazione abusiva. La terza carta - della disperazione - è Strasburgo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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