Dopo lo stop del Tar alle attività

Castello delle cerimonie, la famiglia Polese dichiara battaglia: "Non chiudete i battenti, è per i lavoratori"

La famiglia Polese ha comunicato che farà ricorso dopo che il Tar ha disposto lo stop a ogni attività. Il comune mira allo sgombero in poco tempo

12 Mag 2026 - 18:42
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Dichiarano, per l'ennesima volta, battaglia alle sentenze i Polese dopo che il Tar campano ha disposto lo stop a tutte le attività per il Grand Hotel La Sonrisa, effetto immediato. In una nota la famiglia, da anni impegnata in una sfida con la magistratura per il destino del celebre set del programma "Il castello delle cerimonie", ha già annunciato di voler "proporre immediato appello innanzi al Consiglio di Stato". La speranza per la famiglia di Sant'Antonio Abate è di mantenere in vita le attività, almeno finché i giudici amministrativi di secondo grado non si saranno espressi. 

La protesta dei Polese: "Così si danneggiano centinaia di lavoratori"

 "La famiglia Polese, e in particolare la società La Sonrisa è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso". Così la direzione del Grand Hotel, in una nota, ha ribadito lo sguardo positivo dei Polese sul futuro del "castello delle cerimonie", bollando il caso in cui si trovano incastrati come "clamoroso". Tramite i legali, poi, hanno chiesto che la magistratura torni sui suoi passi in merito all'immediata cessazione delle attività: "Rischia di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale, coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti". La soluzione ottimale, secondo la famiglia Polese, sarebbe permettere la prosecuzione temporanea delle attività "sino alla definitiva pronuncia del Consiglio di Stato". 

La sentenza del Tar e la posizione del Comune: "Ora terminiamo lo sgombero"

 Era di lunedì la notizia che, dopo la sentenza della settima sezione del Tribunale amministrativo regionale della Campania, il "castello delle cerimonie" avesse perso tutte le licenze per attività alberghiera e ristorazione. Automatico, dunque, lo stop a tutte le attività. Lo aveva anticipato la sindaca di Sant'Antonio Abate, Ilaria Abagnale, comunicando al contempo l'emissione di una nuova ordinanza di sgombero dei locali. In un primo momento, infatti, la scorsa settimana erano stati svuotati gli immobili a uso abitativo del Grand Hotel. Ora dovranno essere sgomberati tutti quelli a uso commerciale. Entrambi - come specificato dalla prima cittadina - da tempo di proprietà del Comune, che sta semplicemente applicando tutte le misure necessarie per prendere il possesso del castello, così come stabilito dalla sentenza definitiva di condanna per lottizzazione abusiva. 

Il Castello delle Cerimonie confiscato

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Gli altri procedimenti ancora aperti

 Il nome del "castello delle cerimonie" è presente però in diversi altri procedimenti. In sede penale è pendente presso la Corte di appello di Roma una nuova richiesta di revisione, mentre il prossimo 9 luglio la Cassazione si riunirà in udienza per un altro procedimento: entrambi instaurati da Concetta Polese e finalizzati alla cancellazione della confisca collegata alla condanna per lottizzazione abusiva. "L'esito positivo dei procedimenti in sede penale - hanno sottolineato i Polese nella nota - cancellerebbe di colpo tutti i problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del castello delle cerimonie".

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