Incredibile furto al Louvre, rubati i gioielli di Napoleone e dell'Imperatrice
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Il furto messo a punto dalla "banda del buco" di Napoli si aggiunge al numero di rapine, degne di Arsenio Lupin, realizzate nell'arco degli ultimi 70 anni. E ce ne sono di "spettacolari"
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La rapina della "banda del buco" di Napoli è solo l'ultimo dei colpi eclatanti messi a punto da italiani. Dalla maxi rapina dei "sette uomini d'oro" di via Osoppo a Milano nel lontano 1958 al più grande furto di diamanti della storia messo a segno da una banda di italiani ad Anversa del 2003 passando per il caveau del Tribunale di Roma svaligiato del 1999, infatti, è lunga la lista di furti, più o meno recenti, degni di Arsenio Lupin. Azioni studiate nei minimi dettagli per riuscire a eludere sofisticati sistemi di allarme e arrivare a mettere le mani su bottini milionari.
Il caveau del tribunale di Roma del 1999 - Tra i furti più spettacolari quello messo a segno nella cittadella giudiziaria della Capitale. Era la notte tra il 16 e il 17 luglio 1999 quando i ladri riuscirono a entrare nel caveau della banca all'interno Tribunale, considerato inespugnabile, rubando denaro e documenti riservati. Furono trafugate 147 delle 990 cassette di sicurezza di proprietà di avvocati, magistrati e cancellieri, per una stima totale di 17 miliardi di lire. Per gli inquirenti la mente del colpo era Massimo Carminati (detto "Er cecato" e poi coinvolto nell'inchiesta Mondo di Mezzo), condannato a cinque anni di reclusione per l'episodio. Pene da 3 a 5 anni anche per due carabinieri accusati di aver favorito l'ingresso dei ladri all'interno della sorvegliatissima filiale.
La rapina del secolo alla Brink's Securmark del 1984 - Sempre a Roma, nel 1984, una banda mise a segno la cosiddetta rapina del secolo alla Brink's Securmark, approfittando di un corteo che aveva paralizzato la città. La sera del 23 marzo quattro uomini mascherati sequestrarono una delle guardie giurate dell'istituto bancario, andarono nella sua abitazione in cui c'era la famiglia. I rapinatori minacciarono il vigilante dicendo di essere brigatisti per costringerlo a tornare in banca e aprire il caveau con le chiavi. Riuscirono poi a sparire con un ingente bottino, circa 35 miliardi di lire. Le indagini portarono nel tempo all'arresto di personaggi chiave, riconducendo il colpo ad ambienti della criminalità romana.
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Il Banco di Napoli a Milano nel 1967 - Finì nel sangue, invece, l'ultima rapina della banda Cavallero che avvenne il 25 settembre 1967 a Milano nella filiale del Banco di Napoli di largo Zandonai. L'assalto sfociò in un tragico inseguimento di 30 minuti per le vie della città, durante il quale i banditi per guadagnarsi la fuga spararono all'impazzata contro la polizia e i passanti, provocando 3 vittime. I quattro responsabili furono arrestati poco dopo.
Il colpo di via Ossopo del 1958, ancora a Milano - Sempre nel capoluogo lombardo, nel 1958, il celebre colpo di via Osoppo, a Porta Magenta. Senza sparare neanche un colpo, i rapinatori assaltarono un furgone portavalori che trasportava più di 500 milioni di lire e scapparono. I "sette uomini d'oro" indossavano tute blu da operaio per mimetizzarsi e, all'arrivo del mezzo blindato infilarono passamontagna grigi, sfoderando un arsenale di pistole e mitra, dopo avergli bloccato la strada con due furgoncini. Un mese dopo tutti i responsabili finirono in manette.
Il più grande furto di diamanti della storia del 2003 - E viene attribuito a una mente italiana il più grande furto di diamanti della storia. All'alba del 15 febbraio 2003, quando era previsto l'arrivo di un grosso carico di preziosi dall'Africa, i ladri entrarono al World Diamond Center di Anversa, in Belgio, passando da un edificio attiguo. Per impedire il rilevamento dal sensore a infrarossi fu impiegato uno scudo in polistirene. Una volta all'interno, forzarono più di cento cassette di sicurezza, eludendo i sofisticati sistemi di allarme. I presunti componenti del gruppo furono poi arrestati, ma il bottino non è mai stato recuperato interamente.