Le tappe della vicenda del piccolo Domenico
© Withub
© Withub
Le contestazioni, contenute in una relazione inviata al ministero, riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica e la gestione dell'anticoagulazione. La madre del piccolo in Procura per depositare un audio
© Tgcom24
Durante l'intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni e destinato al piccolo Domenico, "sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli". È quanto emerge da una relazione inviata il 18 febbraio scorso dal dipartimento di Prevenzione sanitaria e Salute della Provincia autonoma di Bolzano al ministero della Salute. In particolare, le contestazioni mosse riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta (con insufficiente materiale refrigerante) e un'incertezza in merito alla gestione dell'anticoagulazione (eparina). Intanto, da fonti sanitarie si apprende che Domenico sarebbe "morto con il cuore arrivato da Bolzano nel petto". Dunque, non ci sarebbe stato alcun espianto dell'organo, che sarebbe avvenuto solo nel caso in cui fosse stato autorizzato un nuovo trapianto.
© Withub
© Withub
Mentre proseguono le indagini degli inquirenti, la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino - insieme al suo legale, l'avvocato Francesco Petruzzi - si è recata negli uffici della Procura per depositare la registrazione audio di una conversazione avuta con il cardiochirurgo che il 23 dicembre 2025 ha impiantato al figlio, poi deceduto, il cuore prelevato a Bolzano giunto nel capoluogo partenopeo danneggiato. Il file audio è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che vede sette indagati tra medici e paramedici per il reato di omicidio colposo in concorso.
© Ansa
© Ansa
I Nas di Trento si sono recati all'ospedale di Bolzano per una serie di accertamenti. I militari si sono fatti consegnare l'elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell'intera procedura di espianto e trasporto del cuore. Gli inquirenti, apprende l'Ansa, per il momento non avrebbero rilevato profili di responsabilità del personale bolzanino.