"Farò la stessa cosa che avete fatto voi a tuo figlio"

Morti in ambulanza a Forlì, la compagna e il figlio dell'autista minacciati | Luca Spada al gip: "Sono innocente"

Il legale della donna: "Condotte intollerabili sotto il profilo umano e giuridico". Per l'arrestato interrogatorio di garanzia di 4 ore

15 Apr 2026 - 19:59
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La compagna di Luca Spada, l'autista di ambulanze arrestato per omicidio a Forlì, si è affidata a un legale per essere tutelata dopo che lei e suo figlio hanno ricevuto minacce. "La compagna del signor Spada - riferisce l'avvocato Daniele Mezzacapo - del tutto estranea alla vicenda giudiziaria, è stata fatta oggetto di una grave escalation di atti intimidatori, consistiti in messaggi minatori e telefonate presso la propria attività lavorativa, con minacce esplicite rivolte sia alla sua persona sia al figlio minore, di appena un anno di età". Intanto l'arrestato, durante l'interrogatorio di garanzia, ha risposto alle domande del gip dichiarandosi "innocente".

"Tra i messaggi ricevuti, uno in particolare, inviato tramite profilo Instagram al profilo della signora, riporta testualmente la seguente espressione: 'Farò la stessa cosa che avete fatto voi a tuo figlio'. Si tratta di parole di eccezionale gravità, tanto più perché rivolte a una madre e riferite a un bambino in tenerissima età", continua il legale.

"Si tratta di condotte intollerabili sotto il profilo umano e giuridico che, per contenuto, modalità e reiterazione, appaiono idonee a integrare, a seconda dei casi, fattispecie penalmente rilevanti, tra cui minaccia, molestia, diffamazione e, ove ne ricorrano i presupposti, atti persecutori". Per questo la giovane donna "ha conferito espresso incarico allo scrivente studio legale affinché venga assicurata ogni più opportuna tutela nelle sedi competenti".

Spada "ha risposto a tutte le domande, si è dichiarato innocente"

 Intanto, Spada ha risposto alle domande del gip del tribunale di Forlì per oltre 4 ore, durante le quali "si è dichiarato innocente". "Lo ha ripetutamente ribadito", hanno spiegato i difensori, avvocati Marco Martines e Gloria Parigi, all'uscita dal palazzo di Giustizia.

"Ha risposto a tutte le domande, anche le più sgradevoli, sui messaggi, sulla dinamica, sui suoi comportamenti, sulle spiegazioni, sulle possibili causali di questa morte non provocata da lui", hanno aggiunto i legali.

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