Morte Domenico, un testimone: "Il chirurgo disse che il cuore non sarebbe ripartito"
Secondo le testimonianze dei sanitari il muscolo cardiaco congelato sarebbe stato sottoposto a continui risciacqui con acqua calda per essere scongelato
Il piccolo Domenico © Facebook
"Questo cuore non farà neppure un battito, non ripartirà mai". Secondo alcune testimonianze raccolte dai pm è quanto avrebbe detto il cardiochirurgo che lo scorso 23 dicembre ha eseguito il trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico. Il bambino, di appena due anni, è deceduto il 21 febbraio scorso nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi. Il cuore arrivato da Bolzano sarebbe stato danneggiato dopo l'espianto a causa del ghiaccio secco utilizzato per riempire la box frigo dentro la quale il muscolo cardiaco è stato trasportato dall'equipe partenopea. Il cuore sembrava "una pietra durissima", secondo quanto hanno riferito alcuni sanitari agli investigatori, tanto che per ammorbidirlo si sarebbero resi necessari risciacqui con acqua calda. "Provammo a scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda" hanno riferito alcuni sanitari ai pm.
