L'appello social

Monza, senzatetto morto per il caldo: la città si mobilita per offrirgli una degna sepoltura

Per Massimo, 57enne morto da solo su una panchina, parte una raccolta fondi grazie all'Armadio dei poveri

06 Lug 2026 - 12:23
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Lo avevano trovato senza vita su una panchina nel cuore di Monza, in Brianza, con ogni probabilità stroncato dal grande caldo e dalla solitudine. Ora, però, la comunità cittadina ha deciso di non voltarsi dall'altra parte, ma anzi mostrare il proprio lato più umano almeno nel momento dell'ultimo saluto, lanciando una raccolta fondi per pagare di tasca propria una lapide al cimitero per Massimo, senzatetto che in città tutti conoscevano.

Una sepoltura contro l'indifferenza

 L'uomo, 57 anni, è stato sepolto in una zona comune del cimitero di Monza. Ma la volontà di chi l'ha conosciuto è quella di garantirgli una sepoltura dignitosa, affinché la sua non diventi l'ennesima storia destinata a essere cancellata dall'indifferenza. L'iniziativa è stata lanciata in questi giorni dai referenti dell'Armadio dei poveri che ha sede in città: "Abbiamo partecipato ai funerali di Massimo, il senzatetto deceduto qualche giorno fa su una panchina. È stato sepolto in una zona comune del cimitero di Monza. Visto che è morto da solo per strada vorremmo almeno dargli una sepoltura dignitosa facendogli una piccola lapide".

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L'appello via social

 L'appello, grazie al tam tam dei social, è stato già accolto da centinaia di persone e sembra diretto a raggiungere l'obiettivo, con qualcuno che si sta offrendo anche per portare fiori sulla tomba: "Se qualcuno vuole aiutarci con un piccolo contributo può venire e consegnarlo direttamente in sede oppure utilizzare il nostro iban specificando per Massimo ve ne saremmo molto grati", aggiungono i referenti della realtà solidale.

Il dramma della solitudine

 Massimo era morto lo scorso giugno su una panchina nei pressi di un giardino pubblico adiacente un centro civico di Monza. A trovare il suo corpo, immobile e incosciente, erano stati alcuni addetti della raccolta dei rifiuti, che a loro volta avevano allertato forze dell'ordine e soccorritori. Ma al loro arrivo, non avevano potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo.

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