Modena, 50 giovani assaltano un discount: il colpo ripreso e condiviso sui social
I protagonisti dell'azione hanno preso dagli scaffali bevande, cibo e altri prodotti... Alcuni di loro, forse consci dell'azione che stavano compiendo, si sono coperti il volto per non farsi riconoscere
Si sono ritrovati all'uscita da scuola e hanno deciso di fare irruzione in un supermercato. Qui hanno saccheggiato gli scaffali e creato agitazione tra clienti e dipendenti. Protagonisti del raid sono una cinquantina di giovani, il teatro dell'azione, invece, un discount di via Rainusso, a Modena. Il colpo è durato circa una decina di minuti. Durante questi ultimi i giovani, muniti di telefonini per riprendere l'azione, hanno preso dagli scaffali bevande, cibo e altri prodotti. Alcuni di loro, forse consci dell'azione che stavano compiendo, si sono coperti il volto per non farsi riconoscere. I carabinieri, intervenuti sul posto, sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto. A questo proposito risultano fondamentali le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.
Sindaco di Modena: "Anche i minorenni devono rispondere dei reati che commettono"
Sull'episodio è intervenuto il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del punto vendita. "Quanto accaduto al supermercato di via Rainusso è un fatto grave - dichiara - la logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi. Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell'ordine e della Polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne".
Mezzetti: "Affrontare seriamente il senso di impunità"
Secondo il sindaco di Modena "è arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta. È un problema che riguarda città grandi e piccole e richiede risposte concrete. Dire semplicemente 'sbattiamoli in galera' non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre 'R': responsabilità, riparazione e rieducazione. Occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti, attraverso i quali chi commette questi atti sia chiamato a comprendere il danno provocato e a restituire qualcosa alla comunità", conclude Mezzetti.
