Milano, l'uomo precipitato dal quarto piano di un b&b era un banchiere ucraino
Si chiamava Oleksandar Adarich ed era ritenuto uno dei migliori manager di Kiev prima di passare qualche guaio con la giustizia. In stanza con lui c'era un uomo
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Era il banchiere ucraino Oleksandar Adarich l'uomo che è precipitato dal quarto piano di un b&b in via Nerino a Milano, a due passi dal Duomo, perdendo la vita lo scorso venerdì 23 gennaio. Sono numerosi i dubbi per gli inquirenti lombardi, a partire dallo scopo della visita a Milano di un ex manager di altissimo livello. Fino alle cause della sua morte, perché al momento pare che l'uomo fosse già stato ucciso prima di cadere per quindici metri e schiantarsi al suolo.
Chi era Adarich, gli affari e i guai con la giustizia
Nato a Pavlohrad, non lontano da Dnipro, e con doppia cittadinanza ucraina e romena, Adarich nel 2006 aveva già raccolto due lauree e si era guadagnato l'ingresso nella classifica dei top 100 manager del Paese. Negli anni ha continuato al sua scalata alla finanza ucraina, arrivando a diventare il presidente dell'UkrSibbank, il quarto istituto più grande di Kiev. Oleksandar Adarich era poi passato per Fidobank ed Eurobank, finendo anche invischiato in un'inchiesta sulla scomparsa di circa 8 milioni di euro svaniti dai conti e in una causa sulla gestione di alcuni affari nel porto di Odessa.
Le piste dell'indagine
Stando alle ricostruzioni degli investigatori, Adarich era arrivato a Milano poche ore prima di perdere la vita: non ci sarebbero infatti sue tracce in città prima di quel giorno. La camera in cui sarebbe stato ucciso - questa l'ipotesi nel fascicolo aperto per omicidio - era stata prenotata da un’altra persona. Lì, sul tavolino della stanza, gli inquirenti hanno rinvenuto almeno tre documenti d'identità riconducibili all’ex banchiere. Per questo l'identificazione certa della vittima è durata qualche giorno in più del previsto.
Il misterioso uomo nella stanza
Nei prossimi giorni gli esami autoptici dovranno chiarire se il decesso è avvenuto per l’impatto con il suolo o se, come al momento ritiene la procura di Milano, Adarich fosse già morto quando è stato buttato giù dal quarto piano. Ipotesi che avvallerebbe la strada per ora più battuta dagli inquirenti, quella di un omicidio seguito da un tentativo di simulare il suicidio. In quel momento in camera con lui c’era un’altra persona, un uomo. Ma forse più di uno. L'avrebbe visto la custode mentre si affacciava dalla finestra da cui era precipitato il 54enne. Poi l'uomo sarebbe sceso, chiedendo in un inglese cosa fosse successo, e poi svanendo nel nulla.
