Tutto pronto, poi il dietrofront del Pirellone

Slitta la fase 2 per le palestre della Lombardia, la protesta dei gestori: "Ora siamo trattati noi come untori"

Se il governo ha concesso di riaprire il 25 maggio, ci ha pensato il governatore Fontana a posticipare gli allenamenti. "Era pronta la mail per i nostri 35mila iscritti di Milano, l'invio è stato fermato appena in tempo", dice a Tgcom24 l'ad di GetFit. E nelle realtà più piccole...

18 Mag 2020 - 14:15
Livio Leardi, ad di GetFit © Ufficio Stampa

Livio Leardi, ad di GetFit © Ufficio Stampa

"Era già pronta la mail per augurare un buon rientro il 25 maggio ai nostri 35mila iscritti di Milano; ma è arrivato prima dell'invio il contrordine di Regione Lombardia che fa slittare la riapertura delle palestre al 1° giugno. Siamo più che delusi". Così a Tgcom24 Livio Leardi, ad di GetFit, tra i colossi del fitness a Milano. "Praticamente il 3 giugno riaprono le frontiere ed è un tana libera tutti e noi siamo gli ultimi a ripartire, come se fossimo noi i focolai del coronavirus, e non come si sono dimostrati ospedali, Rsa...". E se si lamentano i grandi club, nelle palestre di quartiere, l'aria che tira non è certo migliore. "Tra affitti e collaboratori, in attesa del Dl Rilancio, è difficilissimo sopravvivere. Alla fine cambia poco tra 25 maggio e 1° giugno: siamo già rovinati", aggiunge Renato De Donato, titolare della Heracles Gymnasium, punto di riferimento sportivo e sociale in via Padova.

"Noi siamo pronti, siamo organizzati, abbiamo sanificato spazi e attrezzature e la notizia dello slittamento della nostra fase 2 non ha potuto che generare in noi delusione", continua a Tgcom24 Leardi. "Praticamente arriveremo a 100 giorni di chiusura, con una situazione di bilancio drammatica: azzerati tre mesi di ricavi e costi ridotti del 45-50%", aggiunge.

"Ci bollano come l'attività più pericolosa dal punto di vista del coronavirus, ma siamo fiduciosi, - conclude. - I nostri iscritti scalpitano per tornare ad allenarsi e, intanto, cerchiamo di offrire i nostri servizi via Web e attraverso le nostre pagine social, in attesa di riaprire le nostre porte".

"Se davvero fosse la nostra salute al centro delle politiche, allora penso che si dovrebbe ricominciare tutti a settembre", afferma De Donato che con la sua palestra di boxe rappresenta anche un centro di aggregazione sociale e culturale per la periferia milanese di via Padova.

"Lo slittamento ci cambia poco - precisa. - Con la chiusura attività possiamo in qualche modo ridurre le spese e rivolgerci a chi ci affitta i locali, mentre riaprendo comunque a metà scontento i miei iscritti e non arriveranno abbonamenti ma aiuti dai tesserati per andare avanti". "Eppure - ricorda - anche il Comune ci considera un polo sociale importante nel nostro quartiere; accade poi che come privati siamo lasciati soli dallo Stato. Anche il Dl Rilancio sugli affitti dov'è?".

Gabriella Persiani

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