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No Expo, gli arrestati si difendono "Volevamo soltanto manifestare"

Ecco le versione dei cinque: un bullone raccolto e subito gettato a terra, una felpa sul viso per ripararsi dai lacrimogeni, e i bastoni mai toccati. Il gip ha convalidato gli arresti

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Il gip di Milano Donatella Banci Buonamici ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare in carcere chiesta dai pm nei confronti delle cinque persone bloccate venerdì durante il corteo "No Expo" a Milano. Durante l'interrogatorio di garanzia, i cinque hanno respinto le accuse. Il mio assistito ha "solo raccolto un bullone", ma lo ha "gettato subito a terra", ha spiegato uno dei difensori.

Per tutti i cinque arrestati l'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dall'uso di armi improprie e dal numero dei partecipanti. Tutti quanti hanno respinto gli addebiti che sono stati loro contestati.

"La mia assistita ha spiegato di non aver partecipato agli scontri, e di essere andata al corteo con alcuni amici per manifestare pacificamente", ha spiegato l'avvocato Paolo Antimiani, difensore di Heidi Panzetta, la donna 41enne, che ha una figlia e lavora come barista, arrestata il primo maggio in zona Pagano. "E' accusata di aver preso dei bastoni in mano ma lei ha negato tutto - ha sottolineato -. Spero che i filmati chiariscano la situazione".

Ha respinto gli addebiti di essere un black bloc anche Pasquale Davide, elettricista 32enne di Tortona (Alessandra), accusato anche di lancio di oggetti pericolosi. Sarebbe lui che, secondo il suo legale Daniele Cattaneo, ha buttato subito a terra il bullone subito dopo averlo raccolto. Davide inoltre, riprende l'avvocato, "ha spiegato di essersi coperto il volto con la felpa per ripararsi dal fumo dei lacrimogeni. Non è contrario a Expo ed è venuto a Milano per partecipare alla 'May day parade' del primo maggio in quanto lavoratore precario".

Le accuse: i 5 restano in carcere - Secondo gli atti dell'indagine gli arrestati, per contrapporsi con violenza alle forze dell'ordine durante le devastazioni di venerdì hanno lanciato contro gli agenti anche bottiglie e un grosso masso di cemento.

Il gip non ha dunque ritenuto credibili le versioni dei cinque arrestati, che hanno parlato anche di uno scambio di persone. Il giudice ha condiviso la tesi dei pm, che hanno inquadrato le singole azioni di resistenza in un contesto di "violenza collettiva" contro le forze dell'ordine. Restano in carcere, dunque, Jacopo Piva, milanese di 23 anni, Heidi Panzetta, residente a Milano e di 42 anni, Anita Garola, milanese di 33 anni, Davide Pasquale, 32 anni di Alessandria e Mirko Leone, 27 anni di Lodi.

La Procura: violenza collettiva contro le forze dell'ordine - I cinque arrestati avrebbero agito in un contesto di "violenza collettiva" contro le forze dell'ordine, come ha spiegato la Procura di Milano nella richiesta di convalida degli arresti. Secondo il pm, la resistenza contestata agli arrestati si è caratterizzata per un'aggressione attiva e violenta nei confronti degli agenti in servizio.