A "È sempre Cartabianca"

Milano, moschee improvvisate nei parchi: "Non abbiamo un posto dove pregare"

 A "È sempre Cartabianca" Mahmoud Asfa, Casa della Cultura musulmana: "Abbiamo vinto il bando del Comune ma alcune aree politiche giocano sulla paura"

03 Giu 2026 - 10:10
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Con la stagione estiva, nei parchi di Milano capita di vedere grossi teloni di plastica distesi sul prato e assicurati con lo scotch. Ai fedeli musulmani orfani di strutture dove poter esercitare il culto basta poco per allestire una moschea improvvisata. "Non abbiamo più un posto dove pregare", spiega a "È sempre Cartabianca" l'imam del quartiere.

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"Prima ci riunivamo all'interno un'associazione culturale ma il Tribunale ha proibito al momento ogni attività. Dal 1° maggio scorso il Comune ci ha autorizzato a venire in questo parco ma solo per la preghiera del venerdì", prosegue il religioso. Tra i fedeli serpeggia il disagio per una soluzione precaria soggetta alle condizioni meteorologiche. "Aspettiamo che il Comune ci dia uno spazio ma se non lo fa cosa faremo?", si chiede uno di loro.

A finire nel mirino dei divieti sono soprattutto le associazioni culturali luoghi spesso ricavati nei sottoscala dei condomini che finiscono presto per diventare centri di preghiera tanto sovraffollati da mettere a rischio la sicurezza degli stessi partecipanti. "Non è una discoteca ma ci fanno chiudere perché dicono che siamo abusivi", afferma il gestore dello spazio che chiede la costruzione di una moschea adatta a soddisfare le esigenze di culto.

L'idea di una nuova moschea a Milano è da anni al centro delle discussioni ma il progetto stenta a decollare. "Abbiamo vinto il bando pagando al Comune 500mila euro e ancora dobbiamo fare le demolizioni e costruire l'edificio", dice Mahmoud Asfa, presidente del consiglio direttivo di Casa della Cultura Musulmana. "La politica può ostacolare ma il nostro è un diritto previsto dalla Costituzione. Ci sono aree politiche che giocano a impaurire la gente ma una moschea non serve a islamizzare l'Italia".