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Milano, a figlia di due padri Tribunale riconosce il papà non biologico nellʼatto di nascita | A Tgcom24: "Sentenza storica"

Secondo i giudici garantire alla piccola, nata negli Stati Uniti, i diritti alla bigenitorialità è "superiore interesse della minore". I papà a Tgcom24: "Facciamo da apripista e da... aprimente"

Riconoscere alla minore due genitori dello stesso sesso "non viola alcun principio fondamentale", ma anzi è "superiore interesse della minore" garantirle i "diritti alla bigenitorialità". Lo ha stabilito il Tribunale civile di Milano, nel decreto con cui ha ordinato di rettificare l'atto di nascita di una bimba, nata negli Usa con la gestazione per altri, indicando come genitori entrambi i padri, italiani, e non solo quello biologico. "E' una sentenza storica, che cambia la vita non solo della nostra bimba, ma di tutti gli altri piccoli milanesi con due papà: abbiamo fatto da apripista e da... aprimente", commentano a Tgcom24 i protagonisti della vicenda, Gianni Tofanelli e Andrea Simone.

La prima bimba di Milano con i nomi di entrambi i papà sull'atto di nascita"Non ci aspettavamo di raggiungere questo risultato in tempi così rapidi", racconta a Tgcom24 la coppia, ripercorrendo la vicenda. L'iter è, infatti, iniziato a febbraio 2018: la situazione - ricordano i papà - era "zoppa in partenza: l'atto di nascita originario della California riportava il solo nome del genitore biologico; era stato poi integrato dalle autorità Usa con il nome del secondo padre, ma questa era una cosa che il Comune di Milano si era rifiutato di fare".

Così, a maggio 2018, è stato presentato il ricorso, dando il via all'iter giudiziario che si è concluso positivamente con l'ok dei giudici il 24 ottobre. "Ora il Tribunale impone che entrambi i padri vengano indicati come genitori, ponendo così fine a un comportamento discriminatorio di Milano che riconosceva solo i figli di due mamme", sottolinea la coppia.

"E il peso che ha Milano su tutta Italia in ambito civile e sociale rende il provvedimento ancora più importante e darà un input molto forte nella lotta ai diritti", concludono i due papà, non trattenendo l'orgoglio e la gioia.

L'ottava sezione civile, sulla scia di altre decisioni simili di altri Tribunali italiani degli ultimi mesi, ha accolto così il ricorso degli avvocati Giacomo Cardaci, Manuel Girola e Luca Di Gaetano di Rete Lenford - Associazione avvocatura per i diritti Lgbt. Secondo quest'ultima, il Comune di Milano aveva invece "rifiutato di rettificare l'atto di nascita italiano e di aggiungere il secondo genitore".

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