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Delitto Macchi, ribaltata la sentenza: Stefano Binda assolto in Appello

Lʼuomo torna in libertà dopo circa tre anni e mezzo di carcere

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha assolto Stefano Binda, il 51enne imputato per l'omicidio di Lidia Macchi, la studentessa di 21 anni uccisa nel gennaio 1987 in un bosco a Cittiglio, nel Varesotto. I giudici hanno respinto la richiesta del sostituto pg Gemma Gualdi, che aveva proposto di confermare la sentenza di carcere a vita inflitta in primo grado a Varese.

I giudici hanno assolto Binda dall'accusa di omicidio volontario pluriaggravato "per non aver commesso il fatto", cancellando la condanna che gli venne inflitta nell'aprile 2018 al termine del primo grado di giudizio. Secondo i giudici togati e popolari presieduti da Ivana Caputo non fu lui a massacrare la studentessa varesina con 29 colpi dai coltello la sera 5 gennaio 1987 nel bosco di Cittiglio, in provincia di Varese.

Accolta così la richiesta di assoluzione presentata dagli avvocati Sergio Martelli e Patrizia Esposito, difensori dell'imputato. I giudici hanno ordinato l'immediata liberazione di Binda che era presente in aula al momento della lettura del verdetto.

Il delitto Macchi, chi ha ucciso Lidia?

La sorella di Lidia: sentenza affrettata - "Credo che servisse un minimo di approfondimento in piu'. Forse è stata una sentenza affrettata". Lo ha detto Stefania Macchi, la sorella di Lidia Macchi, commentando la sentenza. "Abbiamo sempre atteso e aspettato per 32 anni, sperando che prima o poi si sapesse la verità. Lidia non ce la restituisce nessuno e neppure questi anni senza di lei. Anche adesso vogliamo sapere la verita' su quello che è accaduto quella sera, è una cosa che chiunque vorrebbe sapere".

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