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Coppia dellʼacido, il padre di Pietro in aula:"Loro hanno deturpato mio figlio"

In corso il processo "bis" per Alexander Boettcher e Martina Levato. La commovente deposizione del signor Gherardo Barbini: "Pietro devastato fisicamente e moralmente"

Coppia dell'acido, il padre di Pietro in aula:"Loro hanno deturpato mio figlio"

Gherardo Barbini, il padre di Pietro aggredito con l'acido il 28 dicembre 2014, ha riconosciuto, testimoniando in aula, Alexander Boettcher e Martina Levato come i responsabili. Il padre del ragazzo ha raccontato che Boettcher "incitava" la ragazza a lanciare l'acido e poi sempre Alexander avrebbe inseguito il figlio "con un martello". "Il viso di mio figlio è devastato dall'acido ed è devastato anche il suo morale", ha aggiunto.

Gherardo Barbini si è detto "sicuro" nel riconoscimento della cosiddetta "coppia diabolica". Mentre il padre deponeva, commosso, la madre assisteva in aula in lacrime. La difesa di Boettcher ha voluto esprimere "anche a nome del nostro assistito la solidarietà umana più forte".

"Non è facile descrivere la situazione di mio figlio - ha spiegato il padre di Pietro, rispondendo alle domande del pm di Milano Marcello Musso davanti ai giudici - per me è meno facile che per un medico visto che sono il padre, le fotografie di mio figlio le avete viste, la sua vita è cambiata come è cambiata la nostra vita, potete immaginarlo".

E poi ha aggiunto: "Il volto di mio figlio è devastato dall'acido, come è devastato il suo morale. La vista da un occhio è buona - ha spiegato ancora - dall'altro occhio è compromessa, ci vorrà del tempo e ci vorranno altre operazioni e speriamo possa recuperare la vista".

Boettcher, nonostante si sia sempre proclamato innocente, è stato già condannato in primo grado a 14 anni di carcere, assieme a Martina, per l'aggressione ai danni di Barbini. E oggi il padre di Pietro è stato sentito nell'ambito del processo 'bis' che vede il broker accusato di associazione per delinquere per una serie di aggressioni, tra cui anche quella a Stefano Savi, sfigurato il 2 novembre 2014.

Prima del controesame, la difesa di Alexander, rappresentata dai legali Giovanni Maria Flora e Michele Andreano, ha voluto esprimere "a nome del nostro assistito la solidarietà umana più forte" al padre di Barbini, che di fronte a queste affermazioni è rimasto impassibile. La difesa di Boettcher ha fatto anche notare in aula che lo stesso "Alexander ha deciso di rinunciare alla testimonianza di Pietro Barbini in questo dibattimento anche per evitare al giovane un'ulteriore sofferenza".

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