A "Mattino Cinque"

Caro petrolio, l'impatto sulla filiera alimentare: "L'80% dei prodotti arriva via gomma, costretti ad adeguare i prezzi"

A "Mattino Cinque" parla un grossista del mercato ortofrutticolo di Milano: "Cerchiamo di indirizzare gli acquirenti sui freschi più economici"

24 Mar 2026 - 11:56
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A quasi un mese dallo scoppio della guerra in Iran con il blocco dello stretto di Hormuz, la corsa del prezzo del petrolio fa sentire i suoi effetti sulla filiera alimentare dove anche i prodotti di stagione risentono dei rincari. "Durante l'anno ci sono variazioni costanti ma la guerra fa in modo che i prezzi vadano solo su", spiega a "Mattino Cinque" un grossista del mercato ortofrutticolo di Milano.

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Dalle fragole ai carciofi, dai pomodorini agli agrumi: come spiegano gli addetti del comparto la frutta e la verdura in arrivo dal Sud Italia risente di un aggravio di costi sul trasporto. "L'80% dei prodotti arriva direttamente o indirettamente via gomma e con il gasolio aumentato del 20-25% stiamo rincarando su tutto", dice di uno loro.

I rincari preoccupano i soggetti che acquistano prodotti freschi all'ingrosso ma non mancano articoli che nonostante i prezzi contenuti rischiano di rimanere invenduti. "I pomodori dalla Puglia per esempio costano uno sproposito fino a 6 euro al chilo e se la gente li compra è chiaro che il giorno dopo noi li richiediamo. Mentre per esempio le coste della tipologia catalogna saremmo quasi costretti a regalarle", afferma un altro grossista che poi aggiunge: "Cerchiamo di indirizzare l'acquirente su alcuni prodotti che in questo momento sono più convenienti".