Il caso Liliana Resinovich: dalla scomparsa al ritrovamento del cadavere
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Aveva 86 anni. E' stato l'ultima persona a sentire la donna al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, prima che sparisse. Nel quarto anniversario della vicenda annunciò "il suo testamento"
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E' morto Claudio Sterpin, l'amico di Liliana Resinovich, l'ultimo che aveva sentito la donna la mattina del 14 dicembre 2021, prima che sparisse a Trieste per poi essere rinvenuta senza vita il 5 gennaio 2022. Classe 1939, è stato uno dei protagonisti della vicenda, grande accusatore del marito Sebastiano Visentin. Ha sempre sostenuto di essere legato sentimentalmente alla 63enne per oltre 40 anni. Ex maratoneta, durante la sua carriera podistica ha corso più di 200 mila chilometri. A dare la notizia della morte è Il Piccolo. L'ultima apparizione pubblica l'11 dicembre durante un sit-in nel quarto anniversario della scomparsa di Liliana Resinovich: "Sono stufo, ma non mi fermo, sono morto anch'io quattro anni fa".
Claudio Sterpin è stato l'ultimo a sentire al telefono Liliana Resinovich la mattina in cui è scomparsa ed ha sempre sostenuto di avere una relazione affettuosa con lei, che si sarebbe presto realizzata in una convivenza se non fosse scomparsa prima. La pensionata 63enne fu poi trovata morta il 5 gennaio 2022 in un boschetto dell'ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni, in due grossi sacchi neri, la testa chiusa in altri due sacchetti con un cordino che li fissava al collo.
Dopo quattro anni, indagini serrate, numerosi esami e perizie, la riesumazione del corpo e un ribaltamento delle ipotesi della morte da suicidio a omicidio con tanto di cambio della pm titolare e nel frattempo della figura di Procuratore capo, il caso attende ancora una soluzione. L'ipotesi del suicidio, sostenuta dalla pm Maddalena Chergia, fu smontata dal Gip Luigi Dainotti al quale era stata proposta l'archiviazione, che indicò in oltre venti punti la direzione che dovevano prendere le indagini, a cominciare dal capo di imputazione: omicidio. Oggi l'inchiesta è affidata alla pm Ilaria Iozzi e le indagini svolte dalla polizia, in stretto riserbo.
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Una sola persona risulta indagata, Sebastiano Visintin, marito di Liliana, per il reato di omicidio e le indagini sono ancora in corso. L'uomo si è sempre professato innocente. La vicenda, da subito, è diventata un grande caso mediatico con protagonisti, oltre a Visintin, Claudio Sterpin, che ha sempre sostenuto di essere l'amante di Liliana con la quale era alla vigilia di una vita insieme, e il fratello della donna, Sergio Resinovich. Entrambi, Sterpin e Resinovich, convinti che Visintin sia almeno a conoscenza di ogni dettaglio della morte della moglie.
"Tutto questo è stato fatto non da una persona sola, ma da più persone, è assurdo che sia stata trovata venti giorni dopo la scomparsa. Penso sia stata conservata da qualche parte, viva o morta". Ne era convinto Claudio Sterpin e lo aveva affermato di nuovo con forza lo scorso 11 dicembre al sit-in organizzato da amici e parenti per Liliana Resinovich.
E' in quella occasione, l'ultima pubblica, che Sterpin annunciò di voler scrivere al Presidente della Repubblica per far luce sulla vicenda. "C'è stata una volontà di gruppo, secondo me - aveva aggiunto Sterpin - non c'è uno, ma più colpevoli. E sono convintissimo che il marito Sebastiano sappia tutto". "Di sicuro - aveva detto ancora - Liliana non si è suicidata, per questo scriverò anche al Presidente della Repubblica e al ministro di Grazia e Giustizia".
"Sono stufo, ma non mi fermo, - aveva concluso, - la battaglia va avanti, posso dire che sono morto anch'io quattro anni fa, per quanto riguarda il mio interesse nei confronti della vita".