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Funerali delle vittime del crollo, Bagnasco: "Questa tragedia ha squarciato il cuore di Genova"

Il cardinale: "Doveroso fare giustizia". Mattarella: "Tragedia inaccettabile, ora accertamento rigoroso delle responsabilità"

E' l'ora del dolore a Genova, dopo il crollo del ponte Morandi che ha causato la morte di 41 persone. Tutta la città si è stretta intorno ai parenti delle vittime ai funerali di Stato nel padiglione della fiera. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Capo dello Stato Mattarella, che ha parlato di "tragedia inaccettabile", il premier Conte e i vicepremier Salvini e Di Maio. Bagnasco durante l'omelia: "Squarciato il cuore di Genova".

Genova, funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi

Una città in lutto - Al momento in cui è iniziata la celebrazione dei funerali, nel padiglione della Fiera del capoluogo ligure, le campane di tutte le chiese di Genova hanno suonato a morto. Anche le chiese del quartiere Campi, vicino al viadotto distrutto, hanno suonato richiamando l'attenzione della popolazione. In tutta la città la partecipazione alle esequie e al dolore collettivo per l'accaduto è testimoniata dalla chiusura degli esercizi commerciali per tutta la durata dei funerali. Fermo anche il porto.

Mattarella: "Momenti di dolore condiviso, tragedia inaccettabile" - A margine delle esequie solenni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato: "Sono momenti di dolore condiviso da tutta l'Italia, che è unita in questo stato d'animo e le parole vanno spese in questa direzione perché un Paese unito rende anche più forte ed efficace la severità dell'accertamento delle responsabilità, che vanno perseguite con rigore". Il Capo dello Stato ha definito questa tragedia "inaccettabile. E' una tragedia che ha coinvolto tanti, che ha interessato tutto il nostro Paese. Genova è stata colpita. Tutti i genovesi e tutti coloro che si sono recati a Genova in questi anni sono passati su quel ponte, anch'io l'ho percorso tante volte, anche di recente".

Bagnasco: "Un dovere fare giustizia, ma non cancellerà la tragedia" - A presiedere la cerimonia funebre il cardinale di Genova Angelo Bagnasco, che durante l'omelia ha detto: "Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire". L'arcivescovo ha poi detto: "L'iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i 'perché' incalzanti, ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale l'inesorabile fragilità della condizione umana".

"Genova ferita, squarciato il suo cuore" - "Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera - ha aggiunto Bagnasco - ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferita è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall'Italia, ma anche da molte parti del mondo". L'arcivescovo ha poi detto che Papa Francesco prega ed è vicino a quanti hanno sofferto per questa tragedia. "Venerdì sera - ha raccontato ai fedeli in chiesa -, con una telefonata affettuosa, ha voluto manifestarci la sua prossimità. In questi giorni dovunque si innalza a Dio un'onda di preghiera. Genova è nello sguardo del mondo, in un grande abbraccio di commozione, di affetto e di attesa".

Un lungo applauso ai vigili del fuoco - Un lungo applauso ha interrotto l'omelia dell'arcivescovo quando ha citato i vigili del fuoco e la loro "professionalità generosa". Bagnasco era stato interrotto con un altro applauso quando aveva sottolineato come Genova sia capace di non arrendersi anche di fronte alle tragedie.

Applausi anche alla lettura dei nomi delle vittime - Commossi applausi hanno accompagnato anche la lettura dei nomi delle vittime, fatta dal vescovo di Chiavari monsignor Alberto Tanasini.

Imam di Genova: "Ogni ponte che crolla crea dolore" - Alla cerimonia c'era anche un imam della comunità islamica genovese, che a conclusione dei funerali ha preso la parola per dire davanti alla folla: "Il crollo di un ponte è la metafora di due punti che non si toccano più". E ancora: "Il crollo di un ponte che sia fisico o metaforico provoca sempre dolore e segna una perdita grave per l'umanità intera. Il dolore è immenso, affidiamo a Dio le nostre preghiere per tutte le vittime, le loro famiglie, i feriti e i disperi ma anche per tutti i soccorritori. La nostra preghiera si trasmette anche a tutti coloro che hanno celebrato i funerali in forma privata. Siamo vicini a tutti voi e chiediamo al Signore, colui che nella sua infinita misericordia ci ha insegnato il valore dei ponti, di renderci consapevoli delle nostre responsabilità, chiediamo a lui di accogliere le anime delle vittime e di consolare i loro familiari. Preghiamo per Genova".

Diciannove i feretri ai funerali di Stato - Il Comune di Genova, intanto, ha fatto sapere che sono 19 e non 18 i feretri ai funerali di Stato per le vittime del crollo. L'ultima bara che si è aggiunta è quella di un cittadino francese.

Fico: "Chiedo scusa a nome dello Stato per ciò che non ha fatto" - "Chiedo scusa, anche se non è colpa mia, a nome dello Stato per quello che può non aver fatto negli ultimi anni. Scusa è una parola importante, ma deve seguire caparbietà e lavoro per accertare la verità fino in fondo. Anche la magistratura farà il suo corso, la Procura di Genova avrà tutto l'aiuto possibile anche dalla Camera del deputati e andremo avanti in questa direzione". Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, dopo i funerali delle vittime.

Lʼomaggio del calcio alle vittime, Genoa e Sampdoria insieme ai funerali

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