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Roma, i vigili contro il nuovo comandante (che viene dall'Esercito): "Non faremo più multe"

Non piace la decisione di assegnare a un esterno la guida della polizia locale

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Non c'è pace per i vigili di Roma. Dopo velenosi dossier e scandali (sesso nell'auto di servizi0), la nomina di un generale dell'Esercito, Paolo Gerometta, al posto del comandante Stefano Napoli, ha scatenato nuove polemiche. "Non faremo più multe", fanno sapere dall'Arvu, l' associazione con oltre 2mila iscritti, aggrappandosi a questione burocratiche per mettere in atto la protesta. Sull'"ammutinamento", si mostra tranquillo Gerometta, con missioni in Libano e Kosovo: "Le minacce non mi hanno mai fatto paura. E se serve, il pugno duro so usarlo".

I vigili si preparano, dunque, a rallentare il lavoro, in previsione di settimane durissime in vista delle festività, fino ad adottare misure più come uno sciopero bianco. "Lasciamo a casa orologio e penna. Sono gli strumenti, insieme al fischietto, del nostro mestiere. Senza non possiamo notificare atti e multe", spiega a Il Messaggero Mauro Cordova, presidente dell'Arvu. "Le forniture di orologi e penne non arrivano dal comando generale, ma li compriamo noi", è la sua denuncia. 

 

Il corpo della Municipale è stato oggetto, negli ultimi anni, di diverse inchieste, soprattutto per alcuni comportamenti poco trasparenti  nei confronti di commercianti, ambulanti e ristoranti del centro storico. Per questo il sindaco, Virginio Raggi, ha ordinato rotazioni, una decisione risultata non gradita ai vigili. 

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