Roma, il racconto della proprietaria di una casa occupata: "Dal 2011 aspetto di poter entrare nell'abitazione"
A “Mattino Cinque” la testimonianza della donna: “Ho sempre evitato ulteriori occupazioni anche con una società di vigilantes”
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Ha comprato un appartamento per metterlo in affitto, ma da quindici anni deve fare i conti con una serie di occupazioni. È la storia di Paola, che a "Mattino Cinque", racconta i tentativi di riprendere possesso della sua casa nella periferia est di Roma. L'immobile, di 45 metri quadrati, era stato acquistato nel 2011 per 150mila euro.
Dall'affitto alle occupazioni
Tutto sarebbe cominciato con il primo inquilino. "Nel giro di due mesi il mio affittuario non ha più pagato, ho fatto lo sfratto, questo è scappato e ha dato il via a una serie di occupazioni", racconta la proprietaria all'inviata del programma di Canale 5. Da allora, secondo quanto riferisce Paola, le occupazioni documentate sarebbero state circa dieci. Tra uno sgombero e l'altro, la donna ha cercato più volte di proteggere l'ingresso: "Ho sempre cercato di evitare ulteriori occupazioni, ho sigillato, ho messo addirittura dei muri e purtroppo mi hanno sfondato". La donna si è rivolta anche a una società di vigilanza privata, che però avrebbe rinunciato dopo tre mesi, giudicando la situazione insostenibile.
Tre anni fa l'ultima occupazione
L'ultima occupazione risalirebbe a tre anni fa. Dopo l'intervento delle forze dell'ordine per liberare l'immobile, la proprietaria aveva installato una porta blindata e quattro grate. Durante il collegamento mostra le cinque chiavi: anche quelle protezioni, racconta, non sono servite. Secondo il suo avvocato, attualmente nell'appartamento vivono abusivamente due coniugi con due figli minori. Alla domanda di Francesco Vecchi, che le chiedeva se avesse ricevuto aiuto dalle istituzioni, Paola risponde: "Mi hanno abbandonato". Il legale riferisce però di una possibile apertura: nell'ultima udienza, l'avvocato degli occupanti ha presentato un'istanza con una proposta di consegna della chiave e un risarcimento di 500 euro, chiedendo sei mesi di tempo. Un termine che, precisa il difensore della proprietaria, il giudice ha ritenuto eccessivo.
