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Nuotatore ferito, trovata la pistola dellʼagguato: ci sono impronte | Forse il vero obiettivo era la fidanzata

La prima pista su cui indagano gli investigatori rimane quella dello scambio di persona, ma inizia a farsi largo anche quella della gelosia. Il padre: "Si è svegliato, non sente più le gambe. Ma è forte, reagisce"

L'uomo che, nella notte tra sabato e domenica, ha sparato a Manuel Bortuzzo, avrebbe lasciato le proprie impronte digitali sulla pistola utilizzata, un revolver calibro 38. La scientifica sta ora analizzando le tracce per risalire all'autore della sparatoria. Intanto il padre del giovane nuotatore ha raccontato che il figlio si è svegliato: "Non sente più le gambe, gli abbiamo spiegato e ha capito".

"Quando mi ha detto 'da qui in giù non sento più niente' - ha raccontato il padre a Il Messaggero - gli ho risposto: 'Ti sei preso un proiettile nella spina dorsale, per forza non senti più niente'. Però è forte, ha capito, adesso reagisce in una maniera diversa. Vedremo di portarlo in un centro dove poter intervenire sulla sua situazione".

Obiettivo era la fidanzata? - Intanto le indagini proseguono: secondo la nuova ipotesi investigativa riportata da La Stampa, il vero obiettivo della sparatoria potrebbe essere stata la fidanzata di Manuel, Martina, 16enne nuotatrice delle Fiamme Gialle. Secondo gli investigatori i due uomini in scooter hanno sparato tre colpi, due diretti a Manuel, e uno di questi ha sfiorato Martina che "è salva per miracolo". Ci si chiede se anche Martina non possa essere stata un obiettivo. O se magari all'origine dell'agguato non ci sia la gelosia di un ex. Per questo al centro degli ultimi accertamenti ci sono le relazioni precedenti della ragazza. L'ex fidanzato, anche lui un nuotatore, ha però un alibi di ferro: quel giorno era a Napoli. Gli agenti continuano a scandagliare il passato della giovane nella speranza di trovare nuove risposte utili.

La prima pista rimane quella dello scambio di persona - La prima pista seguita dagli investigatori rimane comunque quella dello scambio di persona. I due criminali hanno sparato a 20 metri di distanza e quando hanno richiamato l'attenzione degli obiettivi - Manuel e Martina erano girati di spalle, stavano prendendo un pacco di sigarette da un distributore automatico - non avrebbero potuto riconoscerli, anche perché erano incappucciati. Questa è anche la tesi sostenuta dai genitori.

Gli attimi prima dell'agguato - Quella notte c'era stata una scazzottata al pub "'O Colonnell Irish", nella piazzetta del distributore, e qualcuno avrebbe sentito dire a un giovane del quartiere di Acilia che lasciava il pub "vado a prendere la pistola e gli sparo". Secondo il Messaggero, Manuel avrebbe dovuto andare in quel locale ma in realtà non ci ha mai messo piede. La coppia era stata scoraggiata da alcuni ragazzi che li avevano informati della rissa. I due a quel punto avevano optato per un altro pub, ma era chiuso. Così hanno deciso di tornare nella piazzetta per andare a prendere le sigarette. E in quel momento che è sopraggiunto lo scooter con i due sicari. La polizia che si trovava nel pub per gli accertamenti ha sentito i tre spari, e si è recata nella scena dell'agguato a piedi.

Ritrovata l'arma del tentato omicidio - Intanto è stata ritrovata l'arma del tentato omicidio. La squadra mobile ha infatti rinvenuto una pistola in un prato del quartiere di Acilia. Probabilmente i due uomini in moto si sono liberati dell'arma subito dopo l'agguato, avvenuto in una piazzetta dell'area residenziale limitrofa di Axa. Una zona quella tra Acilia e Axa conosciuta dagli investigatori come altamente a rischio: zona di spaccio, ma anche cuore pulsante della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo dedita allo spaccio, allo strozzinaggio e che fa affari con le slot-machine.

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