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Latte, pastori sardi in piazza a Roma: "Vogliamo risposte concrete"

Gli allevatori, guidati dalla Coldiretti, parlano di una situazione drammatica: "Sono a rischio le nostre aziende e i nostri figli". Salvini: "Lavoriamo a una soluzione entro 48 ore"

Stanno protestando a Montecitorio alcuni dei pastori sardi che da giorni contestano il prezzo fissato per il latte di pecora. Alla manifestazione della Coldiretti affermano che "il prezzo giusto deve essere almeno un euro al litro". "In Sardegna siamo in una situazione drammatica - dicono -. Il ministro ci ha proposto un tavolo per il 21. Ben vengano i tavoli, ma servono risposte concrete. Sono a rischio le nostre aziende e i nostri figli".

"La mobilitazione continua contro un 'cartello' di industrie casearie che sta costringendo alla chiusura 12mila allevamenti di pecore in Sardegna, dove si produce circa il 97% del pecorino romano Dop". E' quanto fa sapere la Coldiretti in un comunicato.

Alla mobilitazione davanti a Montecitorio sono intervenuti numerosi parlamentari di tutte le forze politiche e rappresentanti delle istituzioni regionali. "In una regione in cui il 70% del territorio è destinato al pascolo - rileva la Coldiretti - il latte ovino sardo viene infatti pagato a un prezzo inferiore ai 60 centesimi al litro, molto al di sotto dei costi di produzione sostenuti dagli allevatori che sono costretti a lavorare in perdita".

E' a rischio, puntualizza la Coldiretti, "un settore di eccellenza del made in Italy agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori". Il comportamento delle industrie alimentari, prosegue la Coldiretti, "offende la dignità dei pastori sardi ed è contro le norme sulla concorrenza. Non sono veri imprenditori quegli industriali che scaricano i costi della loro incapacità di vendere il pecorino sull'anello più debole, i pastori".

Per cercare di capire e di risolvere la situazione, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha annunciato un incontro al Viminale con una delegazione di pastori sardi, assieme a una di olivicoltori pugliesi. "Lavoriamo a una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi", ha affermato il vicepremier.

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