L'omelia

Papa Leone XIV a Lampedusa: "I morti in mare vittime di decisioni prese e mancate" | "Europa di fronte a una chiamata epocale"

Per la seconda volta nella storia un Pontefice è in vista a Lampedusa. Leone XIV ha parlato davanti a circa 4mila persone al Campo Sportivo Arena

04 Lug 2026 - 12:33
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Per la seconda volta nella storia un Pontefice è in vista a Lampedusa. Dopo il precedente di Francesco nel luglio 2013, Leone XIV si è recato sull'isola per una breve visita e per proseguire il cammino di attenzione all’accoglienza verso chi è costretto a migrare. Tanti i momenti salienti della visita lampo, come la preghiera al cimitero e l'omelia, la quale si è tenuta davanti a circa 4mila persone al Campo Sportivo Arena.

Le dichiarazioni

 Papa Leone XIV ha lanciato l'allarme durante la messa celebrata al campo sportivo di Lampedusa: "I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti". Il pensiero ha comunque sottolineato di non dimenticare le vittime della tratta: "Avvertiamo la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l'impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimità".

Le denunce

 Il Pontefice ha avuto un occhio di riguardo per i "calcoli criminali di chi lucra sui drammi altrui". Con queste parole, ha denunciato "il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l'idea che tali problemi non ci riguardano", senza dimenticare "il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all'elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di 'passare oltre'".

La necessità di intervenire

 Il mare deve essere una delle priorità dell'Europa. Per il Papa, "il primo soccorso in mare deve essere inserito in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare". L'Europa non può ignorare "la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale" che le permetterebbero di "affrontare la crisi in modo organico e di vigilare sul rispetto della dignità di ogni persona", ha evidenziato nel suo discorso. Perché quella che arriva dal Mediterraneo è "una chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee".

Il ringraziamento a chi si impegna

 Durante l'omelia, Papa Leone XIV non ha dimenticato di ringraziare chi si adopera per l'accoglienza dei migranti sull'isola di Lampedusa: "Grazie, fratelli e sorelle, perché non c'è niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico. La parabola ce lo racconta: l'amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C'è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. Saluto anche le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto, ma molte volte esercitato la solidarietà nel loro viaggio, come poveri che aiutano i più poveri". Infine, ha ricordato "i volontari, le associazioni, raccolte nel 'Forum Lampedusa Solidale', le istituzioni civili, la Guardia Costiera, i Sindaci e le amministrazioni che nel tempo si sono succeduti".

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Il ricordo

 In conclusione, Leone XIV non ha dimenticato la visita del suo predecessore: "La bellezza del mare, di quest'isola e dei vostri volti è un riflesso dell'iniziativa gratuita di Dio: l'amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l'8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro".

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