Nel corso della diretta di martedì 2 giugno di "Morning News", Liborio Cataliotti, avvocato di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, interviene per commentare gli ultimi sviluppi e ribadire la serenità della difesa rispetto al lavoro della procura.
"Le consulenze della procura non ci preoccupano per un motivo molto semplice: sono state fatte su dati tecnici del 2007", spiega il legale, sottolineando come, a suo avviso, basarsi su elementi così datati non possa portare a conclusioni affidabili. Cataliotti si dice, invece, sorpreso dalla scarsa attenzione dedicata finora a un aspetto che ritiene centrale: le impronte di scarpe rinvenute sul sangue di Chiara Poggi.
"È l'unica prova ascrivibile certamente all'assassino", ribadisce, precisando che quelle impronte non possono appartenere al suo assistito. "Quelle hanno condannato Stasi, quelle stesse salveranno Andrea Sempio".
Cataliotti interviene anche sulla cosiddetta impronta 33, che la procura attribuisce a Sempio. L’avvocato la definisce una semplice suggestione investigativa, priva di riscontri concreti: "Ci troviamo davanti a un puzzle in cui si cerca di porre i tasselli che mancano senza nessun riscontro probatorio". Una critica netta, che mette in discussione l’impianto accusatorio e la lettura degli elementi raccolti.
