A "Diario del giorno"

Caso Garlasco, il legale di Sempio: "Intercettazione incompleta e interpretata male"

Secondo l'avvocato Liborio Cataliotti, le intercettazioni diffuse conterrebbero troppi passaggi incomprensibili

08 Mag 2026 - 17:40
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L'audio "non è chiaro" e la trascrizione sarebbe stata interpretata in modo "acritico". È questa la linea difensiva dell’avvocato Liborio Cataliotti, intervenuto a "Diario del giorno" per commentare le nuove intercettazioni finite nell'inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, accusato dagli inquirenti di aver ucciso Chiara Poggi.

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Nel corso dell'intervista, Cataliotti ha contestato il significato attribuito dagli investigatori a una conversazione registrata nell'aprile 2025. Secondo il legale, il contenuto dell'intercettazione sarebbe stato presentato in maniera parziale e senza tenere conto delle numerose porzioni incomprensibili presenti nell'audio. "Questa è la seconda parte dell'intercettazione dell'aprile del 2025", ha spiegato l’avvocato, riferendosi a un passaggio che, secondo la Procura, riguarderebbe le telefonate del 7 e dell'8 agosto 2007, giorni centrali nella ricostruzione del delitto di Garlasco. "La seconda parte non è assolutamente trascritta come voi la riportate. Sono più le parti incomprensibili di quelle comprensibili, cioè il discorso non fila assolutamente".

Cataliotti ha inoltre sostenuto che il dialogo non possa avere il significato attribuito dalla Procura, anche alla luce di precedenti approfondimenti tecnici effettuati sul cellulare già nel 2007. Il difensore ha spiegato che la sua squadra starebbe ancora svolgendo verifiche tecniche e analisi sull'audio originale, che dovrebbe essere filtrato e sottoposto a un esperto. "Due miei collaboratori, un terzo è a Milano, sono a Pavia e stanno facendo la copia con l'estrazione dei file audio in questione. Dispongo già del testo di questa captazione. Una delle due rappresenterebbe - uso dieci volte il condizionale - il nuovo fondamento probatorio di questa accusa nei confronti di Andrea Sempio. Il resto è questione di consulenze che si contrappongono ad altre consulenze. Quella di cui avete parlato e che avete riportato per estratto è, in tutta evidenza, la rappresentazione di un verbale di Stasi che risponde alle domande degli inquirenti, domande a lui rivolte nei giorni immediatamente successivi all'omicidio. Una riproduzione che viene inframezzata da commenti del nostro assistito. Solo l'audizione dell'audio ci consentirà di discernere quando Andrea Sempio riportasse le parole di Stasi in prima persona e di chi gli rivolgeva le domande e quando, invece, commentasse. Il tenore di quella captazione è chiaramente riferito a una delle più deposizioni di Alberto Stasi".

 L'avvocato inoltre ha lasciato intendere che la conversazione potrebbe riferirsi a contenuti già discussi pubblicamente all'epoca, forse ascoltati attraverso podcast o programmi televisivi. "Questo l’ha riferito il cliente", ha detto, precisando però di non voler andare oltre prima di aver completato i riscontri.

Cataliotti sostiene che il racconto mediatico della vicenda abbia recepito "acriticamente" la posizione della Procura. "Non ho la pretesa di avere la verità in tasca - ha detto -. Ho un mandato professionale che mi impone di scrutinare tutto, ogni singola prova, con razionalità, con rispetto delle informazioni, dei magistrati, degli inquirenti e dell’opinione pubblica. Le prove che sono state raccolte in questo fascicolo, a discarico della responsabilità di Stasi, sono perfettamente differenti rispetto agli indizi che graverebbero sul mio assistito". Sabrina Scampini, in diretta, ha riconosciuto le difficoltà legate alla comprensione dell'audio, spiegando che le grafiche mostrate in trasmissione riportavano soltanto le parole considerate intellegibili, eliminando le numerose parti incomprensibili per rendere il contenuto più fruibile dal pubblico.