Garlasco, la linguista sulle frasi choc di Sempio: "Esprimono sessismo deteriore e l’incapacità di stabilire un rapporto affettivo con una donna"
A Tgcom24 la professoressa Benedetta Baldi docente di Semiotica dei nuovi media all'università di Firenze: "Nei forum con forma anonima non c'è autocontrollo: la donna è trasformata in oggetto"
di Luca Amodio© Tgcom24
Le frasi choc di Andrea Sempio sui forum "esprimono sessismo deteriore e l'incapacità di stabilire un rapporto affettivo con una donna". A dirlo è la linguista Benedetta Baldi, docente di semiotica dei nuovi media e presidente del corso di laurea in Pratiche, linguaggi e culture della Comunicazione all'Università di Firenze. L'unico indagato del nuovo filone dell'inchiesta sul delitto di Garlasco sotto il nome di Andrea è l'autore di commenti squallidi sulle donne e sul suo rapporto con il genere femminile. "Ci sta? Bene! Non ci sta? Stupro", "Le ragazze con cui sono andato che hanno subito stupri si accendevano con il sesso violento". Per la linguista dietro le parole c'è la concezione della "donna come oggetto".
Quelle di Sempio sono parole squallide ma possono fare di una persona un killer?
"Se fosse così, leggendo i messaggi di odio che circolano in rete, ci sarebbe un automatismo che nei fatti, per fortuna, non c’è. Si dice che le parole sono azioni ma nel senso che possono offendere e modificare la visione delle cose. Certamente, però, le parole non implicano un rapporto necessario con i fatti. Quante volte sentiamo o leggiamo nei social enunciati minacciosi che rispondono a una modalità discorsiva ma non si traducono in azioni, pur inquinando l’ambiente della comunicazione e umiliando le persone".
Gli antropologi parlano di paternalismo dominante, che intendono dire?
"La struttura patriarcale prevalente nella società corrisponde a un’asimmetria di potere tra donne e uomini e produce quello che viene chiamato, appunto, paternalismo dominante. Gli antropologi lo distinguono da quello protettivo che però implica comunque una subalternità. Distinguono, inoltre, sessismo benevolo (che, ad esempio, infantilizza la donna come bisognosa di cure) e sessismo ostile che nasconde il timore di dipendere dalla sessualità femminile (nel messaggio: “ci sta? Bene! Non ci sta? Stupro”) e che si traduce spesso nella trasformazione del corpo della donna in oggetto e nell’idea di possesso (e, ancora: “il paio di tette e il bel culo… LEI è quella che li porta in giro”)".
Sono messaggi scritti in forma anonima: come cambia le carte in tavola?
"Come è noto, questo è lo stesso meccanismo che vale per i social. Quello che si afferma in maniera anonima e fuori da una reale situazione di scambio linguistico esula dalle aspettative e dalle norme sociali e di convivenza che regolano le interazioni tra le persone. Le nuove forme di comunicazione mediale hanno ampiamente favorito questo tipo di messaggi nei quali le persone evidentemente si sentono più potenti e disinibite".
L'ambiente di un forum crea un po' un habitat di maschilismo e sessismo?
"È un fenomeno studiato da psicologi e sociologi, la maggiore disponibilità delle persone a esprimersi senza autocontrollo in gruppi omogenei nei quali si è certi di avere una condivisione di atteggiamenti e convinzioni. Un meccanismo che ricorda quello delle folle. L’assenza di una negoziazione rafforza la percezione di essere dalla parte giusta con l’effetto di estremizzare il messaggio in una sorta di competizione. Nel nostro caso, infatti, si tratta di un sessismo del tipo ostile molto esplicito (si legge nel forum: “dal punto di vista di biologi, evoluzione e riproduzione, lo stupro è la dimostrazione pratica della forza del maschio)”.
È una community di incel?
"Non sono in grado di attribuire una così netta caratterizzazione per questa community che non conosco. Certamente, si tratta di scambi che esprimono un sessismo deteriore e l’incapacità di stabilire un rapporto equilibrato e affettivo con una donna".
