Caso Garlasco, Taccia sul rifiuto di Sempio alla consulenza psichiatrica: "Non cerchiamo scorciatoie"
A "Morning News" l'avvocato che difende l'amico del fratello di Chiara Poggi: "Non temiamo il processo, dopo 19 anni bisogna mettere un punto fermo"
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Tra i temi affrontati nell'ultima puntata di stagione di "Morning News" c'è il caso Garlasco con il rifiuto di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, a partecipare ad un incontro nell'ambito della consulenza psichiatrica condotta dal prof. Roberto Catanesi.
"Il vissuto personale e sanitario di Andrea Sempio rende evidente che lui non abbia alterazioni delle funzioni psicofisiche, cognitive o volitive", spiega la sua legale Angela Taccia ospite in studio. Secondo l'avvocato che insieme a Liborio Cataliotti difende l'amico storico del fratello di Chiara, il riconoscimento dell'infermità o della semi-infermità mentale rappresenterebbe, dal punto di vista processuale, un "trucco" per ottenere uno sconto di pena. "Non cerchiamo scorciatoie, vogliamo andare a processo e accertare con le prove che si formeranno in contraddittorio la responsabilità o meno perché siamo sicuri della sua estraneità", puntualizza ancora Taccia.
Con l'avvicinarsi del 28 settembre prossimo, data entro la quale le indagini dovranno essere formalmente chiuse, Angela Taccia indica come "molto probabile" un rinvio a giudizio sul suo assistito. "Non temiamo l'eventuale processo perché dopo 19 anni un punto fermo a questa storia bisogna metterlo", afferma l'avvocato che poi sulla scelta di favorire l'esposizione mediatica di Sempio mentre erano in corso le indagini a suo carico precisa: "Mesi fa era un altro momento, lui voleva farsi conoscere e raccontare la sua versione alle persone che seguivano il caso". Per la legale amica del 38enne, va distinto il piano mediatico da quello giudiziario che poggia su una differente strategia difensiva con la decisione, per due volte, di avvalersi della facoltà di non rispondere.
