La condanna

"Fratellì" condannato a quattro anni: il rapper aggredì la compagna per gelosia nel 2021

In un'intervista a "Le Iene" la donna, Simona Vergaro, raccontò le botte subite e di essere stata inseguita nuda per strada- Il difensore: "Ricorreremo in Appello"

30 Mag 2022 - 16:30
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Quattro anni di reclusione al rapper romano 1727 Wrldstar, meglio noto come "Fratellì", ossia l'intercalare che lo ha reso famoso. Secondo i giudici di Roma l'artista (all'anagrafe Algero Corretini) avrebbe aggredito, anche durante varie dirette sui social, l'ex compagna Simona Vergaro. Il motivo delle diverse aggressioni, avvenute tra il 2020 e il 2021, sarebbe la gelosia per il passato da pornostar della ragazza.

Corretini divenne famoso suo malgrado nel 2020 quando, durante una diretta Instagram, alla guida della propria auto, si schiantò contro un muro al termine di alcune manovre spericolate. Poco dopo venne intervistato dalla trasmissione di Italia1 "Le Iene", durante la quale venne presentata anche la sua convivente Simona Vergaro, ex attrice di film per adulti. 

Qualche mese dopo fu sempre la trasmissione a dare voce alle denunce della ragazza. In quell'occasione aveva confessato di aver subito diverse aggressioni. In una occasione è stata anche rincorsa nuda per strada da Corretini. "Quando una persona ti mette le mani addosso per la prima volta devi allontanarlo, cosa che io non ho fatto - racconta la ex  -. La prima volta è successo ad agosto, mi ha messo le mani intorno al collo e io stavo per perdere i sensi". 

Infine l'episodio che ha portato all'arresto. "Mi ha voluto umiliare, ha preso il mio telefono per chiamare mio padre mentre mi picchiava e lui ha sentito. Poi ha preso dal ripostiglio una cosa di ferro e ha iniziato a darmela addosso per una ventina di volte. È stato sopra di me per 10/15 minuti". Lei ha denunciato e i medici le hanno dato una prognosi di 30 giorni per le ferite riportate. 

Salvatore Sciullo, avvocato difensore di Corretini, ha fatto sapere che chiederà la riapertura del fascicolo, presentando ricorso in secondo grado "per chiarire la posizione del mio assistito".

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