Famiglia nel bosco, le tappe della vicenda
© Withub
© Withub
Gli effetti personali dei tre figli vengono portati nell'alloggio del Comune messo a disposizione per due anni, in attesa che i bimbi si riuniscano ai genitori sotto il nuovo tetto
© Da video
Ricongiungimento in vista? E' con questo obiettivo che Nathan lascia l'alloggio messo a disposizione da un imprenditore di Palmoli (Chieti) per trasferirsi nell'alloggio comunale insieme a Catherine. In attesa di riavere con sé i tre figli che si trovano nella comunità protetta di Vasto dal 20 novembre per decisione del Tribunale dei minorenni de L'Aquila, con sospensione della responsabilità genitoriale. Ne hanno sottolineato l'impellenza le recenti perizie di parte sui bimbi. Procedere con "necessità e urgenza" al ripristino nel nucleo familiare per "interrompere il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali dei minori" e "prevenire l'evoluzione del disagio in forme più gravi e strutturate", le conclusioni, infatti, del nuovo parere tecnico prodotto dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa-psicoterapeuta Martina Aiello, consulenti tecnici di parte del team difensivo dei coniugi Trevallion-Birmingham. Sarà così, dunque, che la cosiddetta "famiglia nel bosco" diventerà di città. Ma di nuovo insieme.
© Withub
© Withub
Nathan, dunque, porta gli effetti personali dei figli nella casa messa a disposizione del Comune, con la volontà di preparare un ambiente accogliente, in vista di una possibile svolta. Quello, infatti, sarà il nuovo nido della famiglia per due anni. Il tempo, cioè, sufficiente perché il loro casale nel bosco sia ristrutturato e dotato di tutti i comfort. Come riferisce Il Messaggero, nella vecchia dimora sono previsti lavori di bioedilizia, il cui progetto è in fase di deposito all'ufficio tecnico del Comune di Palmoli. L'iter autorizzativo sarebbe ormai alle battute finali e i lavori dovrebbero procedere in tempi rapidi.
Continuano, intanto, le manifestazioni di solidarietà a favore di Nathan e Catherine. Sabato 18 aprile a Pescara striscioni "Giù le mani dai bambini". In piazza non solo per la "famiglia nel bosco" di Palmoli, ma anche per tante altre vicende di legami interrotti, spezzati per incomprensione, per mancato ascolto, per decisioni prese in base a carte protocollate, pur restando distanti dai reali problemi dei protagonisti che chiedevano aiuto e sono stati visti come carnefici, anziché vittime.
"Siamo qui per protestare contro l'ingerenza, illegittima e abusiva, dello Stato nella vita delle famiglie e nella vita dei minori - hanno detto alcuni manifestanti -. Decine di migliaia di tragedie in cui i bambini sono stati rapiti ai genitori, nell'ambito di un sistema malfunzionante che andrebbe bloccato". "Giù le mani dai bambini", "Bambini attenti... arrivan gli assistenti", alcuni degli slogan sugli striscioni esposti.