Escort nella movida milanese: alle serate "settanta calciatori", anche di Serie A
Avrebbero partecipato alle feste organizzate dall'agenzia di eventi al centro dell'indagine della Procura. Nessuno di loro è indagato
Emergono ulteriori dettagli nell'indagine della Procura di Milano che vede al centro dell'attività investigativa una società attiva nell'organizzazione di eventi nei più noti locali della movida milanese e che ha portato a disporre gli arresti domiciliari per quattro persone. Secondo l'accusa, agli ospiti delle feste, tra cui anche calciatori di Serie A, veniva offerto un servizio di escort.
"Almeno 70 calciatori hanno partecipato alle serate"
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa, che cita fonti qualificate, sarebbero almeno settanta i calciatori che avrebbero partecipato alle feste organizzate dall'agenzia di eventi milanese finita nel mirino della Procura che sta indagando per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
I loro nomi, nell'ordinanza, sono omissati. Nessuno dei calciatori, riporta l'Ansa, è indagato in quanto non sono stati commessi reati. Si tratterebbe di giocatori, tra gli altri, di Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona. Tra i nomi ci sarebbe anche quello di un pilota di Formula Uno. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.
"Oltre 450mila euro versati dai calciatori"
Sempre secondo quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare disposta dalla gip Chiara Valori, dall'avvio delle indagini nell'agosto 2024 a oggi sarebbero oltre 450mila euro i soldi versati da "calciatori professionisti" sui "conti correnti" intestati agli arrestati e indagati nell'ambito dell'indagine.
In particolare due degli indagati, che operavano attraverso una società di eventi e pubbliche relazioni con sede a Cinisello Balsamo, avrebbero ricevuto direttamente dagli sportivi oltre 276mila euro su conti italiani ed esteri, acquisiti dai militari con ordine europeo di indagine (Oie). Un altro degli indagati a piede libero - che secondo l'accusa avrebbe avuto il compito di mantenere i "contatti" con la clientela e decidere in quali "locali" di Milano le escort avrebbero dovuto "presenziare" -avrebbe ricevuto oltre 111.700 euro. Quasi 68mila euro il denaro ricevuto da un altro indagato. Cifre che sommate rappresentano oltre un terzo degli 1,2 milioni di euro che la Finanza ha sequestrato preventivamente come profitti illeciti.
"Eventi anche durante il lockdown"
Il presunto servizio di escort sarebbe iniziato molto prima del 2024. Secondo quanto emerso dal racconto reso agli inquirenti da una delle ragazze coinvolte che ha denunciato gli attuali indagati, anche "nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri" a causa del Covid venivano "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort" e le ragazze avevano "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti".
Il "pacchetto all inclusive"
Secondo quanto emerso dalle indagini ci sarebbe stato anche un pacchetto "all inclusive" del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte "sniffate" di gas esilarante. La giovane, nel suo racconto agli inquirenti, avrebbe aggiunto che non tutte le ragazze erano "escort": alcune erano solo "ragazze immagine".
La teste ha anche spiegato che in quelle "feste" veniva "spesso consumato del gas esilarante" contenuto "in palloncini", gradito "agli atleti" perché non risultava all'antidoping. E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di "contattare i clienti" e "selezionare le ragazze", degli "autisti" che portavano le giovani e gli sportivi nei locali, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che avrebbero "trovato riscontri".
"Come si è visto - osserva la gip in merito alle esigenze cautelari - da almeno cinque anni l'attività prosegue ininterrotta e, anzi, in grado di adattarsi alle diverse circostanze ambientali: in periodo Covid, lungi dal sospendere gli eventi, gli stessi sono migrati in un luogo di privata dimora, ove era possibile accedere in modo riservato, in anche totale spregio delle regole sanitarie. È dunque evidente che, se non sottoposti a restrizione, gli indagati proseguirebbero nell'attività illecita, visto anche il cospicuo ritorno economico assicurato".
Ragazza intercettata: "Sono rimasta incinta"
Tra gli atti dell'inchiesta anche numerose intercettazioni tra cui quella di una ragazza al telefono con uno degli arrestati. La giovane, che avrebbe avuto dei rapporti con dei calciatori, cercava "di risalire alla data" di un rapporto sessuale per individuare il "partner con cui ha concepito il figlio".
