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Uccisa a Faenza, la confessione del sicario: "Omicidio già tentato altre due volte"

I dettagli sono emersi dopo un altro interrogatorio nel quale invece l'ex marito della donna, presunto mandante del delitto, si è avvalso della facoltà di non rispondere

Già altre due volte avevano tentato di uccidere Ilenia Fabbri, in un piano messo a punto tra settembre e ottobre. E' quanto emerso dalla confessione rilasciata dal 53enne Pierluigi Barbieri, alias "lo Zingaro", sicario reo-confesso dell'omicidio di Faenza (Ravenna) su mandato dell'ex marito della vittima, Claudio Nanni. L'uomo avrebbe detto che i due precedenti tentativi di eliminare la donna erano falliti.

I due tentantivi di omicidio falliti - Il primo tentato omicidio non si era concretizzato perché lui non si era orientato bene nella casa alla ricerca della stanza della 46enne. L'altro perché l'ex marito, il cui arrivo avrebbe dovuto segnare l'inizio dell'azione, si era presentato tardi.

 

 

Il silenzio dell'ex marito - Barbieri ha parlato dei due precedenti tentativi di uccidere Ilenia Fabbri quando è stato sentito in Questura a Ravenna. I dettagli sono emersi dopo un altro interrogatorio, nel quale invece l'ex marito della donna, 54 anni, presunto mandante del delitto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Uccisa a Faenza, arrestati l'ex marito e un conoscente

 

Il piano di mandante e sicario - Secondo il sicario, il piano all'inizio - in cambio di 20mila euro e un'auto usata - prevedeva di fare scomparire la 46enne dentro a un trolley, di cospargerla di acido e di gettarla in una buca già scavata nelle campagne faentine e individuata dagli inquirenti. Tanto che, su sua indicazione, in un magazzino dell'officina di Nanni nei giorni scorsi la polizia, coordinata dal pm Angela Scorza, ha sequestrato una vanga, dell'acido e un trolley. Sempre Barbieri ha dato indicazione per recuperare in un campo adiacente a una piazzola dell'autostrada A14 tra Faenza e Imola il manico di un martello da carpentiere con cui aveva provato a soffocare la donna subito prima di tagliarle il collo con un coltello da cucina recuperato nell'abitazione.

 

I nuovi elementi, se confermati, rafforzano l'ipotesi della premeditazione di un delitto aggravato anche dai motivi abietti: un assassinio commesso con il fine di non corrispondere alla donna le somme di denaro di sua spettanza e per rientrare nella disponibilità della casa coniugale.

 

La dinamica - Barbieri ha raggiunto Faenza nelle prime ore della mattina del 6 febbraio e, accertatosi dell'allontanamento di Nanni, sopraggiunto per prendere la figlia Arianna (così da precostituirsi un alibi) si è introdotto nella casa, è poi andato nella camera da letto al primo piano e ha tentato di uccidere Ilenia strangolandola. La donna si è difesa, lui l'ha inseguita per le scale e, dopo averla colpita più volte l'avrebbe accoltellata alla gola, vicino alla cucina.

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