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Coniugi uccisi nel Ferrarese, 18 anni al figlio e allʼamico

Marito e moglie furono assassinati in camera da letto a colpi di accetta nella loro casa di Pontelangorino

Il gup del tribunale per i minorenni di Bologna ha condannato a 18 anni i due ragazzi imputati per l'omicidio premeditato di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni. Marito e moglie furono assassinati in camera da letto a colpi di accetta nella loro casa di Pontelangorino, nel Ferrarese, la notte tra il 9 e il 10 gennaio 2017. La Procura aveva chiesto per il figlio della coppia, all'epoca 16enne, e per l'amico di un anno più grande 20 anni di carcere.

Il delitto è stato dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori, legati, pare agli insuccessi scolastici. Il figlio, in aperta rottura con padre e madre, ha quindi progettato l'omicidio assoldando l'amico promettendogli mille euro, 80 dei quali corrisposti prima del delitto. A uccidere materialmente i coniugi è stato l'amico.

"La condanna ci sembra abbastanza severa, aspettiamo le motivazioni e poi faremo appello. Ci è stata respinta la richiesta di messa alla prova, anche se per quello che è stato il vissuto del mio assistito sembrava la soluzione più adatta". Lo ha detto l'avvocato Lorenzo Alberti, legale di uno dei due giovani. Il legale sperava che il tribunale differenziasse le posizioni dei due adolescenti, riconoscendo al suo assistito di essere stato in qualche modo soggiogato dall'amico più giovane di un anno, figlio della coppia uccisa.

Amareggiato anche l'avvocato Sandro De Marco, che insieme alla collega Gloria Bacca difende il figlio della coppia uccisa. "Siamo rimasti parzialmente insoddisfatti, il nostro ragionamento era un altro, ma credo che ci possa essere qualche margine lavorando sull'appello. Certo il fatto è quello che è. Paradossalmente - ha concluso - il mio assistito ha accolto la sentenza con una liberazione e poi il fatto che sia stata data una pena inferiore (il pm aveva chiesto 20 anni) quasi con felicità, questo per dirvi lo stato d'animo del ragazzo".

Figli e killer: da Erika a Pietro Maso, tutti i casi di giovani e adolescenti che uccidono mamma e papà

Erika De Nardo, Pietro Maso, Ferdinando Carretta. E poi il caso di Ancona, con Fabio Giacconi e Roberta Pierini uccisi dal fidanzato della figlia Antonio Tagliata, 19 anni, che spara su istigazione di lei. Dal Piemonte di Erika al Veneto di Maso, alla Lombardia dei coniugi Carretta, ecco alcuni degli efferati omicidi messi a segno da giovanissimi killer contro mamma e papà. Erika, 16 anni, si accordò con il fidanzato Omar Favaro, 17, per massacrare la mamma Susy Cassini, 45 anni, e il fratellino Gianluca, 12, il 21 febbraio 2001. Pietro Maso aveva 19 anni nel 1991 quando uccise, il 17 aprile, il padre Antonio, 52, e la madre Maria Rosa Tessari, 48, simulando una rapina dopo l'omicidio. Ferdinando Carretta assassinò i genitori, Giuseppe e Marta Chezzi, e il fratello Nicola per intascare l'eredità e trasferirsi a Londra. Al 2010 risale l'uccisione di Giorgio Zorzi, 66 anni, a Verona. L'uomo viene assassinato dal figlio Piergiorgio, poco più che ventenne, per una banale lite legata al volume troppo alto della tv. E ancora, poco più di un anno fa, il 7 novembre 2015, il duplice omicidio dei giovanissimi fidanzati di Ancona: le vittime si chiamavano Fabio Giacconi e Roberta Pierini. Infine, il caso di Ferrara, dei coniugi Salvatore Vincelli e la moglie Nunzia. Gà fermato il figlio 16enne, che prima aveva dato l'allarme per l'omicidio. E poi ha confessato.

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