Ebola, negativi al test i due ricoverati a Milano: ipotesi infezione di origine batterica | Erano rientrati dall'Uganda con febbre
I due pazienti sono cooperanti: si tratta di una donna di 33 anni e di un uomo di 31. L'assessore al Welfare di Regione Lombardia Bertolaso: "È stata riscontrata la positività alla Shigella in entrambi i soggetti"
Sono negativi all'Ebola e anche alla malaria i due ricoverati all'ospedale Sacco di Milano con sintomatologia febbrile. Come afferma l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, l'ipotesi è che abbiano "un'infezione di origine batterica a carico dell'apparato gastroenterico". Per i due cooperanti, appena rientrati dall'Uganda, il ministero della Salute aveva attivato il protocollo Ebola visti i sintomi riscontrati (febbre, vomito e diarrea) e l'emergenza sanitaria in corso nel Paese africano.
Chi sono i due cooperanti - Le due persone rientrate dall'Uganda sono due cooperanti: una donna di 33 anni e un uomo di 31. Il protocollo sanitario è stato attivato a Lurate Caccivio e a Bulgarograsso, i due paesi del Comasco da cui i due pazienti provengono. Erano tornati in Italia dopo una permanenza di tre mesi nel Paese africano. Sono risultati negativi anche ai principali virus respiratori attualmente monitorati.
Il ricovero all'ospedale Sacco
I due pazienti erano state trasferite al Sacco in quanto struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono state anch'esse sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti.
Bertolaso: "Non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica"
"Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. Se fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure si sarebbe potuta evitare l'attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative", ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.
Il rischio Ebola in Italia
Il rischio Ebola in Italia "resta molto basso", afferma il ministero della Salute, sottolineando che "il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate". Il ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa a Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti.
La riunione della Commissione europea su Ebola
Proprio nella giornata di domenica 24 maggio il dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri degli Affari esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto superiore di Sanità, del Consiglio superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'istituto Spallanzani, dell'ospedale Sacco di Milano e del policlinico San Matteo di Pavia.
