Focolaio di Ebola in Congo, l'Oms: "Rischio epidemico molto alto, la situazione peggiora"
L'Oms ha stanziato 60 milioni di dollari per combattere il focolaio in Congo. Pregliasco: "Europa pronta, ma il rischio non è da sottovalutare"
© Afp
È passato da "alto" a "molto alto" il rischio epidemico riguardo al virus Bundibugyo Ebola all'interno della Repubblica democratica del Congo. Ad annunciarlo il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in una conferenza stampa nell'ambito della 79esima Assemblea mondiale della sanità. Secondo le rilevazioni dell'Oms, il virus "si sta diffondendo rapidamente". Il rischio di diffusione globale rimane basso, nonostante il virus sia già stato dichiarato una "emergenza globale".
I casi sommersi (oltre mille) e gli finanziamenti dell'Oms
Di Bundibugyo Ebola in Congo sono stati confermati 82 casi, con sette decessi accertati. Ma l'epidemia sarebbe molto più estesa: si contano quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti. Secondo l'Imperial College London i casi reali nella Repubblica Democratica del Congo sarebbero già più di mille. Le maggiori preoccupazioni per l'Oms sono al momento limitare al massimo il propagarsi del virus oltre i confini del Paese africano e agire all'interno del Congo per controllare la situazione. Anche per questo, l'Onu ha stanziato 60 milioni di dollari - presi dal Fondo centrale di risposta alle emergenze - per accelerare gli interventi a Kinshasa. Denaro che si aggiunge ai 23 milioni già promessi dagli Usa e i finanziamenti aggiuntivi per la creazione di circa 50 centri di cura per l'ebola nelle regioni più colpite tra Congo e Uganda.
Mondiali a rischio? Fifa: "Monitoriamo"
Un altro capitolo, nella questione Ebola e Congo, è la partecipazione della nazionale di calcio ai Mondiali in Nord America, che inizieranno tra tre settimane. Tra le voci - chissà quanto fondate - di possibili valutazioni che potrebbero portare a un ripescaggio della nazionale italiana, la Fifa al momento ha comunicato di star "monitorando attentamente" il focolaio di Ebola nel Paese africano: "Siamo in stretto contatto con la Congo DR Football Association per garantire che la squadra sia informata su tutte le indicazioni mediche e di sicurezza", si legge in un comunicato. "La Fifa continua a collaborare con i governi di tutti e tre i Paesi ospitanti della Fifa World Cup 2026 - Usa, Messico e Canada - inclusi il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, i Centri di controllo malattie e il dipartimento per la Sicurezza interna, il ministero della Salute del Messico e l'Agenzia di sanità pubblica del Canada, oltre che con l'Oms, per garantire un torneo sicuro e protetto".
Pregliasco: "Europa pronta, ma rischio da non sottovalutare"
"È importante evitare allarmismi: oggi Europa e Italia dispongono di sistemi di sorveglianza epidemiologica, protocolli aeroportuali e reti infettivologiche molto più strutturate rispetto al passato". È uno sguardo abbastanza positivo quello che, in una nota, Fabrizio Pregliasco dedica all'attuale focolaio di Ebola. Il direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale ha però aggiunto: "Il rischio di casi importati non può essere considerato nullo in un mondo globalizzato. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con fluidi biologici di persone sintomatiche. Il vero campanello d'allarme resta quindi la comparsa di febbre elevata associata a una recente permanenza nelle aree colpite o a contatti a rischio".
